Servizi sanitari, critiche al trasloco

16 Gennaio 2024

Arboretti: «Sbagliata la scelta di trasferire gli ambulatori a bivio Bellocchio»

GIULIANOVA. Il Cittadino governante critica lo spostamento dei servizi sanitari dall’ospizio marino alla residenza sanitaria assistenziale (Rsa) di bivio Bellocchio. Secondo il gruppo consiliare di opposizione guidato da Franco Arboretti la decisione di trasferire gli ambulatori accanto al centro per malati di Alzheimer, è una scelta «sbagliata che penalizza la città e creerà disagi ai cittadini, perché la sede è difficilmente accessibile e con parcheggi insufficienti». Nell’ottobre scorso, il gruppo consiliare del Cittadino governante aveva presentato in consiglio comunale un ordine del giorno, proponendo una soluzione differente, per preservare i 45 posti letto nella Rsa, ovvero quella di trasferire gli uffici sanitari al piano superiore dei “Portici”, nel quartiere Annunziata. La Asl, secondo il gruppo di opposizione, avrebbe potuto contrarre un mutuo per l’acquisto e la ristrutturazione dei locali all’interno del centro commerciale, come proposto anche nella commissione consiliare sanità a cui partecipa lo stesso Arboretti. «Occorreva», afferma il Cittadino governate, «una volontà politica che non c’è stata: chiediamo che nella Rsa di bivio Bellocchio trovi posto un centro per le demenze, impostato secondo le nuove linee guida per l’Alzheimer, affinché non sia una semplice struttura di parcheggio per anziani malati gravi, ma un luogo dove le tecniche di stimolazione cognitiva e terapia occupazionale, siano in grado di migliorare e mantenere le capacità delle persone con demenza, e al contempo, possano migliorare notevolmente la qualità della vita dei pazienti e dei loro familiari». Per Arboretti si tratterebbe di un ennesimo attacco da parte della Regione alla sanità giuliese, con il benestare del sindaco Jwan Costantini che «non è stato in grado di sollecitare i vertici della Asl allo scopo di garantire le soluzioni ottimali individuate da tutta la commissione sanità, ottenendo ai tempi l’unanimità».(s.g.)