Servizi sociali, colpo alle famiglie

24 Aprile 2015

Il Pd: «Ridicole le fasce di reddito previste per assegnare contributi pubblici»

TERAMO. La compartecipazione degli utenti alla copertura dei costi per i servizi sociali non piace al Pd. I consiglieri comunali del partito definiscono «sconvolgente» il sistema adottato dall'amministrazione che prevede contributi oscillanti tra uno e cinque euro, fino alla copertura integrale della spesa oraria delle prestazioni assistenziali, a seconda delle fasce di reddito Isee. A chiarire il senso della definizione è Maurizio Verna. «Sarà uno sconvolgimento della vita delle famiglie», afferma, «con un effetto molto più impattante rispetto ad altre misure analoghe come quelle relative alle tariffe per gli scuolabus». Il consigliere cita, a titolo di esempio, il proprio caso di genitore con un figlio disabile. Il suo reddito, cumulato con quello della moglie, l'anno scorso si è attestato a circa 44mila euro, ben al di sopra dello scaglione massimo indicato dal Comune in 14mila euro oltre il quale il costo orario dei servizi, che varia tra 15 e 18 euro, è totalmente a carico dell'utente. «Questo significa», evidenzia Verna, «che per le 27 ore di assistenza a mio figlio dovrò pagare 20.250 euro l'anno».

L'esenzione totale, prevista per i redditi Isee al di sotto dei 5mila euro, a detta del Pd, è irrisoria. «Nel calcolo rientrano una serie di voci», spiega Manola Di Pasquale, «per cui basta una piccola proprietà o un modesto conto depositato per un figlio a far superare la quota minima». Secondo la consigliera, tra l'altro, nella delibera che ha introdotto gli scaglioni è stato ridotto il limite orario massimo per l'assistenza domiciliare ai disabili. Il capogruppo Gianguido D'Alberto, dunque, evidenzia che non si tratta di una forma di compartecipazione ma di sostituzione con trasferimento del costo dall'ente alle famiglie. «E' crollato così il mito da sempre evocato dall'amministrazione», fa notare, «della salvaguardia di scuola e sociale». Il Pd ritiene giusta una forma di differenziazione del costo delle prestazioni a seconda del reddito, ma sollecita una revisione delle fasce di scaglionamento. (g.d.m.)

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