Sesso con l’allieva dodicenne Condannato istruttore sportivo

20 Ottobre 2018

Tre anni e sei mesi a un 30enne teramano accusato di aver avuto un rapporto con la ragazzina L’avrebbe spinta anche a mandargli foto osè. I due si erano conosciuti nella palestra dove lui lavorava

TERAMO. Si erano conosciuti nella palestra dove lui lavorava come istruttore e dove lei, appena 12enne, frequentava dei corsi. Una conoscenza che li avrebbe successivamente portati ad incontrarsi e ad avere un rapporto sessuale, con l'uomo, un trentenne residente nel Teramano, che avrebbe anche spinto la ragazzina ad inviargli delle foto osè su Facebook. Accuse che ieri pomeriggio, al termine del processo davanti al collegio (presidente Franco Tetto, a latere Sergio Umbriano e Carla Fazzini), sono costate all'istruttore una condanna, con la concessione delle attenuanti generiche, a tre anni e sei mesi di reclusione per atti sessuali su minori e detenzione di materiale pedopornografico. Per l'uomo è scattata anche l'interdizione perpetua dagli uffici di tutela e curatela, dagli incarichi nelle scuole di ogni ordine e grado e nelle strutture pubbliche frequentate da minori e l'interdizione per cinque anni dai pubblici uffici. I giudici hanno inoltre stabilito il risarcimento del danno, da quantificarsi in separata sede, fissando in 90 giorni i termini per il deposito delle motivazioni.
Al termine della requisitoria il pm Stefano Gallo, della distrettuale antimafia (competente per il tipo di reato), aveva chiesto per l'uomo una condanna a 4 anni con la concessione dell'attenuante della minore gravità del fatto per «la percezione, nel sentire la minore, di un danno grave ma limitato dal sentimento che provava per l'imputato e per il fatto che la ragazza si presentava più matura della sua età». Nel corso del processo erano stati ascoltati, a porte chiuse, sia la ragazzina che l'imputato. L’uomo aveva sostenuto di non sapere che la ragazza avesse solo 12 anni e di non aver avuto con lei un rapporto sessuale. I fatti contestati all'uomo risalivano ad un periodo compreso tra il 2012 e il 2013, con le indagini scattate dopo la denuncia dei genitori della ragazzina che avevano notato, sul suo profilo Facebook, immagini particolari. Il fascicolo, inizialmente aperto dalla Procura di Teramo, era successivamente passato sul tavolo della distrettuale, che al termine delle indagini, nel corso delle quali la minore era stata ascoltata con la formula dell'incidente probatorio, aveva chiesto il rinvio a giudizio dell'uomo. Nel processo la minore si era costituita parte civile tramite i familiari ed era assistita dall'avvocato Vincenza Antonazzo, che ieri si è associata alle richieste di pena del pm. L'avvocato dell'uomo ha chiesto il minimo della pena con le attenuanti generiche, sottolineando l'atteggiamento di collaborazione dimostrato dal suo assistito sia in fase pre-processuale che durante il dibattimento.
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