Sesso nel centro massaggi, assolti

Giulianova, due cinesi erano accusati di favoreggiamento della prostituzione
GIULIANOVA. Erano finiti a processo con la pesante accusa di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione perchè nel centro di massaggi da loro gestito a Giulianova i carabinieri avevano scoperto un presunto giro di prestazioni sessuali a pagamento. Due coniugi di nazionalità cinesi sono stati assolti perché il fatto non sussiste.
Così ha stabilito il tribunale di Teramo (collegio presieduto da Franco Tetto, a latere Sergio Umbriano e Carla Fazzini) al termine della istruttoria con il pm Silvia Scamurra che aveva chiesto per ciascuno una condanna a due anni e sei mesi. Il centro di massaggi nel 2014 era stato sequestrato dai carabinieri dopo una lunga indagine al termine della quale, in particolare, era stato ascoltato uno dei clienti del centro che aveva raccontato di prestazioni sessuali in particolare con una dipendente. L’uomo, che ha confermato la sua versione anche in aula davanti ai giudici, aveva raccontato che in due occasioni aveva avuto un rapporto sessuale con una delle massaggiatrici, che una volta i soldi erano rimasti alla ragazza e che una seconda volta quest’ultima aveva dato metà del compenso alla moglie del titolare. Versione smentita dalla coppia. Nel corso delle indagini preliminari non è stato possibile rintracciare la ragazza che in questi anni sarebbe rientrata in Cina. Va detto che all’epoca il centro massaggi gestito da marito e moglie venne sequestrato dai militari. I carabinieri avevano fatto irruzione nel centro dopo aver raccolto la testimonianza di alcuni clienti i quali avrebbero ammesso prestazioni particolari oltre a quelle normalmente forniti da un centro relax. Successivamente era scattata la perquisizione d'iniziativa dei militari che avevano sequestrato il centro e 11mila euro. Secondo le prime risultanze investigative, sembra che a riscuotere e a procacciare le lavoratrici fosse la moglie. Accuse che, evidentemente, non sono state provate nel corso dell’istruttoria. Le motivazioni della sentenza di assoluzione sono state preannunciate tra sessanta giorni.(d.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

