Sette condannati per Castrum: dopo tre anni il caso va in appello

4 Settembre 2022

Il 22 settembre prima udienza per l’ex dirigente comunale Maria Angela Mastropietro e altri sei Davanti ai giudici i ricorsi di Procura e difese, parti civili saranno il Comune di Giulianova e la Asl

TERAMO. I tempi lunghi della giustizia a declinare una delle inchieste per corruzione più complesse mai aperte nel Teramano. Perché dopo tre anni dalla sentenza di primo grado (quella che ha portato a sette condanne per 24 anni complessivi) approda finalmente in Corte d’appello il caso Castrum, il presunto giro di appalti e tangenti a Giulianova e non solo: nel procedimento penale all’epoca sono finiti anche i lavori dell’ex ospedaletto di corso Porta Romana a Teramo.
La prima udienza del processo di secondo grado, dopo i ricorsi di Procura e difese, è fissata per il 22 settembre davanti al collegio presieduto da Aldo Manfredi. Così come in primo grado, anche in appello parti civili saranno il Comune di Giulianova, la Asl e alcuni imprenditori. Vasto il ventaglio delle ipotesi di reato contestate: dalla corruzione alla tentata concussione dall’abuso d’ufficio alla falsità in atti pubblici.
Nell’ottobre del 2019, al termine di una complessa istruttoria con decine di udienze, centinaia di testi ascoltati e una lunga battaglia tra accusa e difese sulle intercettazioni, il tribunale di Teramo (collegio allora presieduto da Franco Tetto ora in servizio a Pesaro) ha condannato a cinque anni Maria Angela Mastropietro, all’epoca dei fatti contestati dirigente del settore urbanistica del Comune di Giulianova (ora sospesa) che la Procura (inchiesta portata avanti dai pm Luca Sciarretta, ora a Pescara, e Andrea De Feis, ora a Bologna) aveva individuato come il dominus di un presunto sistema di appalti e mazzette, pronta a favorire privati nella sua veste di dirigente – ha sempre sostenuto l’accusa – in cambio all’impresa edile Rima del marito Stefano Di Filippo. Anche per lui la condanna di primo grado è a cinque anni. Per entrambi interdizione perpetua dai pubblici uffici. Condanne a cinque anni e sei mesi ciascuno per i fratelli imprenditori edili Andrea e Massimiliano Scarafoni. Un anno ed otto mesi la condanna per Carmine Zippilli, dirigente tecnico della Asl finito a processo per la vicenda dell’appalto di messa in sicurezza dell’ex ospedaletto di corso Porta Romana. Un anno e due mesi la condanna per Ennio Di Saverio nella sua veste di ex presidente del consorzio Lido delle Palme, mentre il geometra Guerino Di Saverio è stato condannato a otto mesi.
Oltre alla questione penale, per la ex dirigente Mastropietro, c’è quella amministrativa. Nell’agosto dell’anno scorso il Comune di Giulianova con una delibera adottata dalla giunta dopo il parere chiesto ed ottenuto da un esperto legale ha dato mandato al responsabile dell’ufficio per i procedimenti disciplinari «di addivenire alla conclusione del procedimento disciplinare a carico della dipendente dopo attenta valutazione comparativa tra gli interessi pubblici primari e gli altri interessi secondari». Alla base della decisione dell’ente un danno d’immagine e la funzionalità dello stesso da un punto di vista organizzativo. Fino ad oggi c’è stato solo l’atto di giunta.
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