Sette sindaci in rotta con D’Alfonso

21 Ottobre 2016

I centri esclusi dalla “V area interna” disertano l’incontro di oggi

TORRICELLA. «Non andiamo all’incontro con il presidente della Regione D’Alfonso fino a quando non viene annullata in autotutela la delibera 613 con la quale è stata istituita la “V area interna” e dalla quale siamo stati esclusi pur avendo i requisiti richiesti. Se la Regione non fa un passo indietro continueremo la nostra battaglia per vie legali».

Questa la ferma posizione dei sindaci dei Comuni di Campli, Civitella del Tronto, Torricella Sicura, Colledara, Tossicia, Fano Adriano e Pietracamela esclusi con la delibera regionale 613 del 26 settembre scorso dalla “V area interna Alto Aterno-Gran Sasso-Laga” e che si sono riuniti ieri pomeriggio a Torricella in vista dell’incontro per discutere sulla questione convocato stamattina dal presidente Luciano D’Alfonso. «Se la Regione già diffidata non procede all'annullamento della delibera», proseguono i primi cittadini, «porteremo le nostre ragioni dinanzi al Tar e se non basta anche al Consiglio di Stato». Con la 613 è stata istituita, infatti, la “V area interna” nella quale sono rientrati i Comuni di Valle Castellana, Rocca Santa Maria, Cortino, Crognaleto e Montorio (sono anche nel cratere sismico) che riceveranno una serie di benefici dai fondi europei 2014/2020. «Riteniamo che nella definizione della V area non si siano seguiti i requisiti richiesti che non si riferiscono ai danni del sisma, ma ai disagi di un territorio e la delibera è manifestamente illegittima dal punto di vista procedurale», concludono i sindaci, «per questo la Regione deve procedere all’annullamento e solo dopo, insieme a tutti i sindaci interessati, possiamo incontrare il presidente D’Alfonso e discutere della situazione. Se ciò non dovesse avvenire non solo andremo avanti per vedere riconosciuto ciò che ci spetta, ma prendiamo le distanze dall’amministrazione regionale e se c’è bisogno anche da quella provinciale».

Adele Di Feliciantonio

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