Settimana corta a scuola, in 500 dicono sì
Sondaggio all’elementare De Amicis e alla media Pagliaccetti, ma i contrari non si rassegnano
GIULIANOVA. Il sondaggio sulla settimana corta effettuato nei giorni scorsi alle elementari De Amicis e alle medie Pagliaccetti ha visto vincere il sì con risultati schiaccianti. Sono stati 600 i genitori che si sono espressi alle urne, indicando nome e cognome sulla scheda, come richiesto dalla presidenza dell’istituto comprensivo: quasi 500 hanno votato per la continuazione della settimana corta, mentre meno di 150 genitori hanno espresso la loro opinione contraria. Mentre i genitori delle scuole medie Pagliaccetti (anche se solo degli alunni di I e II) sono stati invitati a recarsi a scuola, ai piccoli scolari delle elementari il foglio è stato fatto riportare a casa.
Il questionario era composto da quattro semplici domande, a cui si poteva rispondere sì o no: se l’orario attuato in cinque giorni permetteva di stare più tempo con i figli; se il bambino andava a scuola più volentieri; se consentiva di organizzare meglio lo studio a casa e se si era favorevoli al mantenimento dell’attuale orario. Anche la maggior parte delle insegnanti si è espresso in modo favorevole alla continuazione del nuovo orario, che dunque potrebbe continuare anche per il prossimo anno scolastico. Non mancano, tuttavia, le code polemiche di quei genitori che, fin dall’introduzione della settimana corta a luglio 2015, hanno dichiarato guerra al nuovo orario per via dell’iter, reputato illegittimo anche dalla relazione dell’ispettrice scolastica a febbraio scorso, seguito dalla scuola, ricorrendo anche al Tar, che ancora non si pronuncia. «Come scritto nella relazione dell’ispettrice», si legge nella nota a firma di Raffaele Cinaglia, Paola Colombari, Francesca Croci, Luana Di Gregorio e Remo Iannetti, rappresentanti dei genitori in consiglio d’istituto, «affinchè un sondaggio sia veritiero è necessario che si raggiunga la maggioranza qualificata (tra il 65% e il 75%) degli aventi diritto, ciò vuol dire che la percentuale del sì è del 52% circa, ben lontana perciò dalla maggioranza sopra citata. Le sezioni della scuola dell’infanzia dei 3 e 4 anni non hanno potuto esprimere la propria preferenza, mentre si è dato peso al voto dei docenti di tale scuola, i quali osservano già un orario su 5 giorni, pertanto il loro voto era prevedibile. Si può considerare un sondaggio ben articolato in grado di rilevare le reali intenzioni dei genitori?». (m.t.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

