Settimana corta, i genitori cantano vittoria

19 Aprile 2016

Dopo la relazione dell’ispettrice scolastica che ha consigliato di annullare la delibera del primo circolo

TERAMO. I genitori firmatari del ricorso al Tar contro l’istituzione della settimana corta nel I circolo didattico Giulianova, ritrovano un po’ di vigore, dopo aver preso visione della relazione dell’ispettrice scolastica che ha suggerito l’annullamento o la revoca in autotutela della delibera del consiglio d’istituto che istituiva la settimana corta. «In attesa di vedere riconosciuti a tutti gli alunni il diritto al successo formativo», scrivono i genitori in una nota, «rimane la soddisfazione per il trionfo della verità, ma anche l’amarezza e la rabbia per aver visto la scuola, nella persona del dirigente scolastico, disattenderla e ignorarla. Ora ci si auspica, che le istituzioni tutte, vigilino affinchè tutto proceda secondo i principi della legge e della trasparenza». Alla preside Carmen Di Odoardo, infatti, vengono solo suggerite due strade da percorrere, ovvero l’annullamento o la revoca in autotutela, avendo riscontrato l’ispettrice Maria Cristina De Nicola numerosi «vizi di legittimità e irregolarità nella procedura». I genitori, comunque, lamentano anche il fatto che la relazione sia giunta tra le mani della preside lo scorso 18 febbraio e che «solo due mesi più tardi, 30 sono i giorni di tempo per rispondere a un atto amministrativo, dopo insistenti e ripetute sollecitazioni, i genitori sono riusciti ad avere accesso agli atti direttamente dall’ufficio scolastico regionale e non dall’unica persona che moralmente e istituzionalmente avrebbe dovuto renderli noti all’utenza».

L’ispettrice ha riscontrato le stesse irregolarità segnalate dai firmatari del ricorso al Tar come la gestione del sondaggio per l’attivazione del nuovo orario fatto solo in classi campione e non in tutte; il fatto che il nuovo orario vada comunicato al momento dell’iscrizione e non cambiato ad anno iniziato; l’illegittimità della delibera di attuazione della settimana corta, perché durante la seduta erano presenti alcuni genitori manifestanti; la sfiducia della presidente del consiglio d’istituto Cristiana Cipolloni in quanto firmataria del ricorso; l’assenza della mensa. L’ispettrice inoltre, ha calcolato che, con il nuovo orario, gli studenti svolgono 55 ore di lezione in meno in un anno.(m.t.)

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