Sfiducia a Di Sabatino, non era uno scherzo

10 Gennaio 2015

Le firme sono state minimizzate per evitare clamori ma il presidente del consiglio è sotto tiro

TERAMO. E’ apparsa una giunta assediata da maggioranza e opposizione quella dell’ultimo question time dove hanno tenuto banco le polemiche sul contestatissimo Capodanno, lo sfratto delle società sportive, l’inefficacia delle ordinanze contro i bivacchi e l’accattonaggio, ma anche le “prove tecniche” di sfiducia ai danni del presidente del consiglio Milton Di Sabatino.

Inevitabilmente, vista la brutta figura rimediata dall’amministrazione sul Capodanno, alla berlina è stata messa l’assessore agli eventi Francesca Lucantoni, in particolare sui costi dell’evento. «Quasi 20mila euro per il service è stata una cifra ingiustificata», così Manola Di Pasquale del Pd, «dal momento che lo scorso anno lo stesso servizio ha avuto un costo dimezzato. Perché non fare un bando per recepire le proposte di più agenzie?», ha incalzato la Di Pasquale, a cui ha fatto eco Fabio Berardini del Movimento 5 Stelle, intervenuto per avere chiarimenti sugli sponsor assenti nella delibera approvata. «L’assessore ha affermato che gli sponsor non dichiarati hanno dato dei contributi “esterni” alla manifestazione di cui lei non conosce gli importi. E’ inaccettabile», ha detto Berardini, «presenterò un ricorso alla magistratura».

Il dibattito, dentro e fuori dai banchi, si è sviluppato anche sul capitolo degli impianti sportivi e sul problema delle società sfrattate dalla Casa dello Sport e dalla palestra di via Mazzini. L’assessore Lucantoni ha trovato un’intesa col gestore privato di cinque impianti per ospitare le attività a un costo dimezzato. Ma per il consigliere Guido Campana c’è un’altra soluzione: «Il bando prevede che il Comune disponga a sua discrezione di 15 giorni svincolati dal privato e a sua completa disposizione. Perché non ripartirli in ore gratuite a disposizione delle società piuttosto che applicare tariffe dimezzate?». Indignato invece Franco Fracassa per gli effetti della normativa antisismica e antincendio riferita al 2009: «In base a queste disposizioni è fuori legge ogni struttura. Non si comprende perché si debbano penalizzare solo le attività sportive. Le palestre bandite hanno lo stesso problema delle scuole obsolete. Dunque mandiamo i nostri figli nelle scuole senza certificati antincendio, ma impediamo le attività ricreative. Così dovremmo chiudere anche il tribunale, l’ospedale e il palazzo della Provincia».

Una provocazione, sempre dal consigliere di maggioranza Fracassa, è stata rivolta al sindaco sulle inefficaci ordinanze anti-accattonaggio. «Dal momento che non si fanno rispettare e non riusciamo a tutelare cittadini e commercianti», ha detto Fracassa, «tanto vale ritirarle».

Politicamente è stato invece un segnale importante, anche se avvilente per gli esiti burleschi poco consoni a un’assise istituzionale, la raccolta di firme che un gruppo nutrito di consiglieri di maggioranza ha avviato per sfiduciare il presidente del consiglio Milton Di Sabatino. E’ noto lo scollamento della sua figura dai consiglieri, anche perché la sua nomina è stata invisa fin dal primo momento a coloro che speravano in quell’incarico per un riequilibrio e una gratificazione elettorale. Tutti ricordano che il sindaco, sul voto a Di Sabatino, fu costretto a minacciare le dimissioni. I rigurgiti adesso si ripropongono e il passo più facile per chiedere al sindaco un segnale di rottura sembra proprio quello della sfiducia a Di Sabatino. Le indiscrezioni raccontano che Brucchi, dopo una riunione lampo con i consiglieri firmatari, abbia chiesto loro di “silenziare” la cosa trasformandola in una scherzosa provocazione. Ma non sembra che lo “scherzo” sia destinato a rimanere tale. Angelo Puglia, da ex presidente del consiglio comunale, ha commentato la cosa scrollando le spalle: «Triste, ma in politica ci sta. Tuttavia credo che Di Sabatino possa dormire sonni tranquilli». Ma fuori dai microfoni ha aggiunto: «Come disse Renzi a Letta: Enrico stai sereno».(m.d.t.)

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