Sfollati, scattano controlli sul caro affitti

27 Dicembre 2016

Brucchi convoca sindacati di proprietari e inquilini per frenare l’impennata dei canoni e le richieste di mensilità anticipate

TERAMO. L'incremento fisiologico degli affitti ci sta, ma il dramma degli sfollati non può trasformarsi in una speculazione. L'emergenza post sisma è anche questo: canoni maggiorati, richieste di pagamenti anticipati per tre o più mesi e contratti vincolati per almeno un anno. Clausole che spesso mettono in difficoltà le famiglie costrette ad abbandonare le loro abitazioni e alla ricerca di soluzioni alternative. La mole delle ordinanze di sgombero arrivate di fatto a 500, a cui va aggiunta la massa di edifici lesionati e poco appetibili per il timore di altre scosse, ha quasi saturato il mercato delle locazioni. Trovare una casa solida in affitto è sempre più difficile e quando la ricerca va a buon fine si rischia d'incappare in situazioni capestro. Le segnalazioni da parte di cittadini che incappano in richieste di questo genere sono in aumento.

A confermarlo è il sindaco Maurizio Brucchi. «Negli ultimi giorni sono cresciute le lamentele degli sfollati per situazioni che vanno chiarite», sottolinea, «l’assestamento del libero mercato entro certi limiti è fisiologico, ma può dar vita a fenomeni patologici». Gli aumenti dei canoni, insomma, vanno tenuti sotto controllo così come i vincoli sulla durata dei contratti, bloccando le scadenze imposte oltre il periodo in cui gli sfollati prevedono di restare fuori dalle loro case, e le richieste di mensilità da versare in anticipo. Per questo il primo cittadino convocherà a breve i rappresentanti dei sindacati degli inquilini e dei proprietari allo scopo di frenare la corsa al rialzo di affitti e clausole contrattuali troppo stringenti. «Non si può approfittare dell'emergenza», precisa Brucchi, «le famiglie con scarse capacità di reddito e già colpite dal terremoto non vanno messe in queste condizioni di ulteriore penalizzazione».

L'obiettivo del confronto, quindi, è di trovare un punto di equilibrio tra gli interessi legittimi dei proprietari e le esigenze degli sfollati alla ricerca di un'abitazione alternativa. Altrimenti della questione si dovranno occupare le forze dell'ordine. «Se non si arriverà a un'intesa che garantisca i diritti di tutti», avverte il sindaco, «chiederò alla guardia di finanza di avviare controlli puntuali sui contratti di affitto». A fare attenzione, però, dovranno essere anche le famiglie che dopo aver lasciato le loro case percepiscono il contributo di autonoma sistemazione. L'erogazione del finanziamento mensile, che varia a seconda della composizione del nucleo familiare, comporta l'allontanamento dall'edificio dichiarato inagibili.

«Chi continua a stare dentro casa durante il giorno e di notte va a dormire in camper o altrove», osserva il primo cittadino, «oltre a mettere a rischio la propria incolumità tiene un comportamento irregolare, passibile di sanzioni previste dalla legge». Ai furbi sarà bloccata l'erogazione del contributo e verranno richieste le somme incassate a partire dalla data dello sgombero.

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