Sfollati tra topi in casa e cantieri

16 Luglio 2021

La protesta delle famiglie sistemate in via Balzarini: «Per noi solo tanti disagi»

TERAMO. «Non parliamo di numeri, ma di famiglie. Persone che dopo il sisma sono state sistemate in abitazioni inadeguate, scomode, non servite e nel bel mezzo di un cantiere. Basta con lo scarica barile: è ora di intervenire. Chi non ha controllato prima, lo faccia ora e agisca». Così la consigliera comunale dei Cinque stelle Pina Ciammariconi nel corso dell'ultimo question time ha riacceso i riflettori sulle condizioni degli sfollati di via Renato Balzarini, a Colleparco: 14 famiglie, alle quali presto se ne aggiungeranno altre cinque, sistemate negli appartamenti di una delle due palazzine di recente costruzione a ridosso dell'università. «Quel complesso era nato come centro di salute e benessere, ma poi ha cambiato destinazione. È evidente che gli spazi non stati adeguati per accogliere delle famiglie», spiega la consigliera, «ad esempio chi vive al piano terra ha delle grandi vetrate prive di tapparelle e non oscurate. Forse quegli ambienti dovevano essere degli ambulatori dove si sarebbero dovuti installare dei sistemi per riparare dalla luce. Ed invece sono rimasti così: zero privacy, luce e caldo. Ci sono appartamenti dove nelle stanze da letto non ci entra il letto. Ci sono terrazzi che sfociano sul cantiere, con topi che circolano liberamente. E c'è chi ha letteralmente il braccio della gru sulla testa». Situazioni denunciate dagli stessi cittadini che hanno aperto le porte di casa per far conoscere una realtà difficile. Un capitolo a parte gli spostamenti: la fermata dell'autobus si trova dinanzi all'università, a pochi metri. Ma, per via del cantiere ancora aperto, il percorso da fare per raggiungerla è lungo e scomodo: «Chi deve usare i mezzi pubblici deve fare un lungo tratto di strada a piedi che, con le buste della spesa, diventa molto faticoso» aggiunge la Ciammariconi. Gli appartamenti, comprati dalla Regione, sono dell'Ater e il Comune procede con le assegnazioni: «Bisognava controllare l'edificio prima di comprarlo o comunque prima di metterci dentro le persone: si tratta di soldi pubblici che devono essere investiti in maniera attenta» incalza la consigliera che ha invitato di nuovo il sindaco e la presidente Ater Maria Ceci a svolgere un sopralluogo insieme. Il primo cittadino Gianguido D'Alberto ha spiegato di essere a conoscenza della situazione e di aver già visitato gli alloggi «che pur agibili non sono vivibili: solleciteremo l'Ater che ne è proprietaria».
Veronica Marcattili
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