Sfollati via dagli alberghi entro giugno

Devono lasciarli a fine mese. Appello del sindaco a Regione e Protezione civile: «Per molti di loro sarà un problema»
TERAMO. Per i 496 sfollati del cratere abruzzese ancora ospitati nelle strutture alberghiere, dei quali ben 199 sono residenti del comune di Teramo, è iniziato il conto alla rovescia per l'abbandono delle strutture ricettive. Un’uscita che, sulla base di un'indicazione unitaria nazionale, dovrebbe avvenire entro il 30 giugno, con il passaggio delle famiglie interessate all'autonoma sistemazione. Un passaggio che per molti cittadini rischia di essere particolarmente problematico, tanto che il sindaco di Teramo Gianguido D'Alberto lancia un vero e proprio allarme.
Nel sollecitare maggiore chiarezza «sul futuro prossimo» delle famiglie sfollate, il primo cittadino ha infatti chiesto a Regione e Protezione civile di definire con esattezza i termini di uscita degli assistiti del sisma 2016 dalle strutture alberghiere, prevedendo anche l’applicazione di una liberalità maggiore rispetto a tale data. «Modalità e tempi di uscita non possono essere scaricati sui Comuni», commenta il sindaco, «e quindi Regione e Protezione civile devono definirli con esattezza e devono farlo adesso. Un problema che è stato sollevato anche dal Comune di Cermignano, dove sono diversi i cittadini interessati dal passaggio dalle strutture alberghiere all'autonoma sistemazione».
Ma non solo. Perché tra le questioni sollevate dal sindaco c'è anche quella della consegna alle famiglie sfollate assegnatarie degli immobili Ater. Consegna che ancora non è stata completata. «È necessario e non più rinviabile», dichiara D’Alberto, «che l’Ater comunichi se e quando tali immobili saranno a disposizione delle famiglie». Va precisato, in ogni caso, che i nuclei attualmente ospitati in albergo e assegnatari di un alloggio Ater potranno restare nelle strutture ricettive fino al trasloco nell'abitazione assegnata. Il sindaco è poi tornato a sollecitare anche l'adozione di due misure, di cui aveva parlato già nei giorni scorsi, volte a facilitare il passaggio all'autonoma sistemazione di quei nuclei che si trovano in situazioni di difficoltà economica. «In considerazione del fatto che molti ospiti delle strutture alberghiere sono appartenenti a nuclei che versano in difficili condizioni economico sociali con ogni probabilità impossibilitati ad anticipare le somme che consentono di trovare una soluzione alloggiativa», ricorda il primo cittadino, «abbiamo sollecitato l’erogazione anticipata del contributo per l’autonoma sistemazione». L’istanza, come evidenzia il sindaco in una nota, «nasce dalla consapevolezza che le persone ospitate in strutture alberghiere, forma alternativa al Cas, non hanno mai percepito somme che eventualmente avrebbero potuto accantonare per sostenere i costi per la nuova sistemazione». Per questo nella recente videoconferenza tra i sindaci del cratere abruzzese e il Dipartimento di Protezione Civile Abruzzo, è stato chiesto di valutare la possibilità di anticipare due mensilità di contributo di autonoma sistemazione «al fine di soddisfare il deposito cauzionale e la prima mensilità, necessari per la stipula di contratto di affitto agli stessi». Una proposta che avrebbe già trovato un riscontro positivo e rispetto al quale i sindaci attendono adesso la risposta formale da parte della stessa Protezione civile. Sul tavolo anche la questione relativa all’assegnazione delle somme per il trasloco e per l’arredo delle abitazioni concesse per l’emergenza abitativa alle famiglie destinatarie di immobili. «Regione e Protezione Civile hanno manifestato disponibilità a concedere i fondi», conclude il sindaco, «ma è necessario che si comprenda che questo non può avvenire a rendicontazione, anche in tal caso per via delle difficoltà economiche in cu versano molti nuclei familiari». Di qui la richiesta di anticipare almeno una parte di quelle somme.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

