Sforato il patto di stabilità, multa a Pineto
Il Viminale stabilisce una sanzione di 380mila euro, ma il Comune ne pagherà solo 41mila
PINETO. Il Comune di Pineto sanzionato per non aver rispettato il patto di stabilità nel 2014. La notizia arriva direttamente dal Viminale. Lunedì scorso il direttore dell’ufficio centrale della finanza locale ha pubblicato un decreto nel quale vi sono elencate tutte le sanzioni irrogate ai Comuni italiani.
Nell’elenco c’è anche il Comune di Pineto che sforando il patto di stabilità per l’anno 2014 si è visto addebitare una sanzione di 360mila euro. Soma che non dovrà pagare per intero giacché in parte è stata giòrecuperata dallo Stata: l’esborsoreale saràdi 41.978 euro, da versare entro il 31 dicembre. Da una prima analisi su scala nazionale valgono complessivamente quasi 15 milioni di euro le sanzioni inflitte a ben 16 provincie e 60 Comuni che nel 2014 non hanno rispettato il patto di stabilità interno. In Abruzzo oltre a Pineto ad essere sanzionato c’è anche il Comune di Scanno. La multa più salata per la cronaca è quella comminata alla città di Torino (3.6 milioni di euro ) seguita da Milano (2.3 milioni). Per i Comuni citati nel decreto ministeriale è prevista una riduzione delle risorse spettanti per l’anno 2015, a titolo di fondo di solidarietà.
Sulla vicenda il sindaco di Pineto Robert Verrocchio dichiara: «Si tratta di una questione di cui eravamo già a conoscenza. Di fatto, ci siamo ritrovati fuori dai termini del patto di stabilità già nel momento in cui ci siamo insediati, perché lo sforamento fa riferimento all’annualità 2014, dopo il periodo commissariale. Non si tratta, come noto, di una situazione debitoria, ma di uno sforamento di un rapporto, previsto dalle legge, tra entrate ed uscite. Non appena insediati sono andato personalmente a portare la questione sino al ministero dell’Economia, perché ritengo assurdo che un’amministrazione eletta debba subire le conseguenze di misure prese in precedenza e a cavallo del periodo commissariale. Nonostante le nostre proteste, nel 2015 ci siamo ritrovati a subire conseguenze che hanno bloccato la possibilità di assumere o di contrarre nuovi mutui». «Quest’anno», conclude Verrocchio, «abbiamo fatto quanto richiesto dalla norma, che spero venga al più presto cambiata perché nella sostanza limita gli spazi di manovra per i Comuni, andando ad incidere sulla possibilità di intervenire nella sicurezza e nella possibilità di investire, anche in presenza di un bilancio sano».
Domenico Forcella
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