“Sfrattata” di casa dai calabroni

Una donna allergica al veleno degli insetti salvata dai pompieri
SILVI. «Sono tata salvata dai vigili del fuoco. Meno male che sono arrivati loro perchè la mia casa si era riempita di calabroni e per me che sono allergica al veleno degli insetti poteva diventare una tomba». E’ sollevata, ma anche arrabbiata, Marina Cerza, residente in contrada Madonna dello Splendore a Silvi alta, che, per paura ha rischiato di dormire in auto dopo che, racconta, invano ha atteso l’intervento del Comune. Da qualche anno, infatti, la rimozione dei nidi di insetti, così come stabilito dalla prefettura, spetta ai Comuni. «E proprio per questo», racconta la donna, «appena ho intuito che in un albero all’esterno della mi abitazione potesse esserci un nido di calabroni ho chiamato i vigili urbani di Silvi facendo la mia richiesta e soprattutto dicendo che era allergica e che quindi c’era una urgenza. Dopo qualche giorno di attesa e di chiamate sono andata in Comune, in particolare all’ufficio tecnico, e ho protocollato la mia richiesta, anche in questo caso sottolineando il mio essere allergico». Ieri la donna si è accorta che i calabroni erano entrati in casa dalla canna fumaria e così, stanca di aspettare l’intervento del Comune, ha chiamato i vigili del fuoco che in giornata sono arrivati mentre lei è rimasta in auto. «Anche se si tratta di interventi che non compete più a loro», racconta, «sono stati veramente degli angeli e mi hanno salvato la vita perchè i calabroni, in questi giorni in cui nessuno è intervenuto, dall’albero erano entrati in casa attraverso la canna fumaria. Una puntura per me può essere mortale».(d.p.)
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