Sfruttava i lavoratori: patteggia dieci mesi

Silvi, imprenditrice sotto accusa dopo le denunce dei dipendenti di un residence privato per anziani
SILVI. Il reato contestato è quello di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro ed è per questo che la rappresentante legale di una società che fino al 2020 si è occupata dei servizi in una residenza privata per anziani ha patteggiato una pena di 10 mesi e 20 giorni.
Il patteggiamento c’è stato davanti al gup Marco Procaccini che ha anche disposto la confisca per equivalente dei beni della società per 150mila euro per il danno erariale. Sette le parti civili ammesse con il tribunale che ha aderito a un recente pronunciamento della Cassazione in merito ala costituzione di parti civili con il rito del patteggiamento. I fatti si sono verificati nel 2020. L’inchiesta è scattata dopo la denuncia di numerosi dipendenti per il mancato pagamento degli stipendi.
Secondo la ricostruzione emersa nel corso delle indagini preliminari, i dipendenti della società con dei contratti che prevedano due ore di lavoro al giorno in realtà avrebbero fatto turni fino a 10 ore anche con lavoro notturno.
Le indagini, all’epoca svolte dai carabinieri del nucleo ispettorato del lavoro, hanno permesso di ricostruire la vicenda anche attraverso l’acquisizione di numerose testimonianze. Un modus operandi, quello delle del lavoro oltre le due ore previste dal contratto, che sarebbe andato avanti per mesi ma emersa solo dopo la denuncia dei dipendenti presentata in seguito al mancato pagamento di molte mensilità. Alla donna è stato contestato il reato previsto dall’articolo 603 bis del codice penale, comma 1 e 2: «Salvo che il fatto costituisca più grave reato, è punito con la reclusione da uno a sei anni e con la multa da 500 a 1.000 euro per ciascun lavoratore reclutato, chiunque recluta manodopera allo scopo di destinarla al lavoro presso terzi in condizioni di sfruttamento, approfittando dello stato di bisogno dei lavoratori».(d.p.)
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