Sgombero dell’ex depuratore: lo scontro continua in consiglio

GIULIANOVA. Continua la polemica dopo lo sgombero degli anarchici del Campetto Occupato dall’ex depuratore. Anche ieri in consiglio comunale, durante la discussione sulla presenza o meno di amianto...
GIULIANOVA. Continua la polemica dopo lo sgombero degli anarchici del Campetto Occupato dall’ex depuratore. Anche ieri in consiglio comunale, durante la discussione sulla presenza o meno di amianto nell’area, ci sono stati momenti di tensione in aula per la presenza di alcuni rappresentanti del gruppo. Continui botta e risposta tra i ragazzi e alcuni consiglieri di maggioranza, in particolare Marialuigia Orfanelli di Fratelli d’Italia, hanno indotto il presidente del consiglio comunale Roberto Mastrilli a sospendere per alcuni minuti la seduta. Era presente in aula anche Romolo, l’invalido che insieme a Doris abitava nello stabile, all’interno dell’ex depuratore, demolito dalle ruspe durante lo sgombero di alcuni giorni fa. «Non si possono buttare fuori due persone così come avete fatto voi», ha detto Romolo durante il consiglio, «non ho neanche potuto prendere i miei indumenti intimi». Dopo le parole di Romolo, i ragazzi del Campetto Occupato hanno abbandonato l’aula e il consiglio è ripreso.
Secondo alcune forze di opposizione all’interno dell’ex depuratore c’è la presenza di eternit, materiale che contiene amianto, pericoloso per la salute pubblica. Nel consiglio comunale di ieri, però, mentre il consigliere di Nos Noi/Coltura Politica, Daniele Di Massimantonio, ha annunciato l’esposto ad Arta e Asl per il pericolo amianto, e i consiglieri del Cittadino Governante, Franco Arboretti e Alberta Ortolani, hanno fatto un accesso agli atti urgente per capire se, nelle demolizioni effettuate, era effettivamente presente amianto e per verificare la correttezza e la sicurezza dell’attività svolta, la maggioranza ha detto che, in realtà, i pannelli coinvolti nella demolizione della struttura all’interno dell’ex depuratore sarebbero in vetroresina, e non in eternit. «Siamo al corrente però», ha precisato l’assessore all’ambiente Nausicaa Cameli, «che nell’ex depuratore è presente una struttura costituita da materiali in eternit, ma quest’ultima non sarà in alcun modo coinvolta nella demolizione, e verrà trattata e smaltita dall’azienda competente mediante le procedure riconosciute dalla legge. Conosciamo bene i rischi che l’eternit arreca alla salute, e mai metteremmo a repentaglio la salute dei nostri figli e dei cittadini».
Questa versione, però, non ha convinto le opposizioni, e secondo la consigliera Ortolani è la conferma di «una leggerezza grave. Avete iniziato i lavori senza sapere quello che c’era da fare», ha detto Ortolani, «vi ha spinto più lo spirito di repressione che altro. Vogliamo chiarezza su ciò che si è fatto e si sta facendo. Durante le operazioni di demolizione è stata garantita la sicurezza sul lavoro? E poi c’è un ex depuratore. È stata fatta la caratterizzazione del sito?». (l.v.)

