Sgominata la banda dei furti nelle case

22 Gennaio 2015

Tutti albanesi, usavano i proventi dei colpi per pagare le spese legali ai complici in carcere e per lussuose vacanze

TERAMO. Un capo e dieci sottoposti.Una banda di predoni specializzata nei furti nelle case, pronta a ripulire appartamenti e ville per pagare le spese legali dei complici in carcere o per finanziarsi lussuosi soggiorni in hotel a cinque stelle.

E’ nell’agire di un’associazione a delinquere che investigatori e inquirenti tratteggiano l’immagine della gang criminale in azione tra il Teramano e l’Ascolano sgominata dopo un anno di indagini. Con tanto di appostamenti e intercettazioni che hanno permesso al gip la firma di 11 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di altrettanti cittadini albanesi tutti sprovvisti di permesso di soggiorno. Tre quelle eseguite in Val Vibrata e che hanno portato in carcere Roland Cela, 33 anni, Aleks Leka, 29 anni, e Bernard Pjetri, 26 anni. Gli altri otto non si trovano e non è escluso che possano già aver lasciato il territorio italiano.

Secondo la polizia nell’associazione ognuno aveva il suo ruolo e se il capo Cela era pronto a dare ordini e pianificare i colpi, gli altri avevano il compito di trovare il ricettatore giusto per la refurtiva, di individuare la macchina da rubare per il colpo, di trovare il covo che spesso era un residence, di fare da palo.

La base operativa del sodalizio era tra Martinsicuro ed Alba Adriatica: da qui si muovevano per razziare nelle case della costa teramana e della costa ascolana. In un anno 12 colpi, tutti mirati e ben riusciti. Perchè, ripetono gli investigatori, è tutta gente esperta: basti pensare che alcuni di loro hanno alle spalle più di cento furti commessi in altrettante abitazioni.

Cela, conosciuto dalla polizia per la sua spregiudicatezza nella guida delle auto rubate, per l’accusa era disposto a manovre di qualsiasi genere in strada pur di portare a casa il bottino.

Il modus operandi era quello di usare un’autovettura pulita per fare i sopralluoghi nelle abitazioni da svaligiare e di usare macchine rubate al momento di entrare in azione. E quando s’impossesavano delle vetture il capo raccomandava a tutti di indossare dei guanti per evitare di lasciare tracce. «Tutti professionisti del crimine e spregiudicati», dice Gennaro Capasso, il dirigente della mobile teramana che ha coordinato le indagini con la collaborazione della squadra mobile di Ascoli diretta da Roberto Di Benedetto, «pronti ad agire infischiandosene di ogni regola. Importante il lavoro di collaborazione tra noi ed Ascoli che ha permesso di lavorare su due fronti e di giungere ad importanti risultati che ci hanno consentito di sgominare una radicata associazione a delinquere». Le indagini, inizialmente coordinate dalla procura teramana, successivamente sono passate a quella ascolana per competenza territoriale. Va detto che la refurtiva che la polizia ha recuperato nel corso delle indagini è già stata riconsegnata ai proprietari. Molti dei quali hanno dato un valido contributo alle indagini grazie agli impianti di videosorveglianza installati nelle abitazioni.Le immagini catturate durante i raid notturni sono stati fondamentali nella ricostruzione dell’agire della banda e nell’individuazione dei vari profili dei componenti del sodalizio. Nei prossimi giorni i tre arrestati compariranno davanti al giudice per l’interrogatorio di garanzia. Gli altri molto probabilmente sono già all’estero.

©RIPRODUZIONE RISERVATA