Si costituisce il pirata della strada Pensava di aver preso un sasso

6 Agosto 2019

Domenica sera un operaio di Colleatterrato si è presentato negli uffici della Polstrada Ha ammesso che, a bordo della sua C3 nera, sabato a Selva Piana ha investito il ciclista di Bellante

TERAMO. Si è costituito nella tarda serata di domenica il pirata della strada che ha travolto un ciclista sabato pomeriggio.
C.M. teramano di 49 anni si è presentato, accompagnato dal suo avvocato, Nello Di Sabatino, negli uffici della polizia stradale di Teramo che indaga sull’incidente avvenuto attorno alle 18 di sabato a Selva Piana. C.M. operaio di Colleatterrato, era alla guida di una Citroen C3, quando ha investito sulla Statale 80 il ciclista G.D.B., 50 anni, di Bellante, dandosi poi alla fuga. Il ciclista è da due giorni ricoverato in rianimazione al Mazzini a causa delle ferite e dei traumi riportati nell'incidente.
Da sabato la polizia stradale, agli ordini di Nadia Carletti, ha eseguito una certosina attività di indagine che ha poi portato all’individuazione del pirata della strada. Un testimone aveva fornito alla Polstrada alcuni numeri di targa indicando anche l’auto come una Lancia Y nera. I vicecommissari Antonio Bernardi e Stefano Di Stefano hanno iniziato a incrociare migliaia di dati al computer ed è emerso che era impossibile che l’auto fosse una Lancia Y. E alla fine tutto portava a supporre che l’automobile ricercata fosse una Citroen C3. Non solo: se in un primo momento si supponeva che il proprietario fosse della zona di Bellante, poi tutti gli indizi portavano verso Teramo città. Sempre con un meticoloso lavoro di incrocio dei dati Bernardi e Di Stefano hanno individuato due-tre indirizzi possibili di proprietari di C3 nere a Teramo e gli agenti hanno fatto ripetuti sopralluoghi. Sono anche passati più volte davanti casa di C.M., la cui auto però non era visibile dall’esterno.
Forse per i passaggi davanti casa o forse per gli inviti fatti sulla stampa dalla polizia stradale a costituirsi per evitare l’arresto – la legge sull’omicidio stradale garantisce il non arresto se ci si presenta alle forze dell’ordine entro 48 ore dall’investimento – alla fine l’operaio si è costituito. Nei prossimi giorni potrebbe essere sentito dal sostituto procuratore titolare delle indagini, Andrea De Feis. C.M. pare abbia intanto detto che non si era accorto di aver investito un uomo, pensava a una collisione con un sasso. Ipotesi non molto probabile, visto che metà del parabrezza anteriore, sul lato destro, era in frantumi. E anche visto lo stato della bici di G.D.B., praticamente polverizzata. E’ più probabile che lo spavento l’abbia consigliato male, per la fuga. Comunque sia, sentito il magistrato, l'uomo è stato denunciato per omissione di soccorso e fuga e lesioni gravissime previste dalla nuova legge sull’omicidio stradale. I due mezzi sono stati sequestrati e sono a disposizione dell’autorità giudiziaria.
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