Si finge impiegata postale e deruba anziano in casa

Silvi, un familiare dell’uomo fa scattare l’allarme: arrestata una donna Nel bottino messo insieme dalla ladra oggetti in oro e 7mila euro in contanti
TERAMO. Quando gli anni pesano nulla è semplice. Ed allora ecco i falsi operai dell’Enel, i falsi medici, i falsi ispettori, i falsi avvocati pronti a raggirare e derubare gli anziani sempre più vittime di chi è senza scrupoli.
L’ultimo caso nel Teramano, dopo quello avvenuto una settimana fa nel capoluogo, si è consumato a Silvi ai danni di un 80enne del posto raggirato e derubato in casa da una donna che si è finta un’addetta delle Poste inviata per fare dei controlli. A dare l’allarme è stato un familiare dell’uomo che abita a poca distanza, ha notato qualcosa di sospetto e ha subito chiesto l’aiuto dell’Arma. In poco tempo sono intervenuti i carabinieri e la donna, rintracciata nella zona, è stata bloccata ed è finita ai domiciliari con l’accusa di rapina impropria e truffa.
Secondo una sommaria ricostruzione fornita dai militari la donna fingendosi un’addetta delle Poste inviata a domicilio per fare dei controlli si sarebbe fatta aprire la porta di casa dall’uomo e una volta all’interno sarebbe riuscita a raggirare l’anziano: con una scusa sarebbe riuscita ad intrufolarsi in alcune stanze dell’abitazione e portare via gioielli e la somma in contante. A dare l’allarme è stato un familiare dell’anziano che abita a poca distanza e che in quell’occasione si è trovato vicino all’abitazione dell’uomo notando la donna mai vista. Ha subito chiamato i carabinieri che in poco tempo sono arrivati bloccando la donna di cui non sono state fornite le generalità.
I numeri delle truffe agli anziani, dunque, continuano ad essere da bollettino di guerra nonostante gli appelli e gli inviti a non fidarsi di persone estranee che si presentano a casa. Di recente proprio il comando provinciale dei carabinieri ha avviato una capillare attività di prevenzione convocando incontri nelle chiese, al termine delle funzioni religiose, proprio per avvicinare il maggior numero possibile di anziani e lanciare l’allarme su un fenomeno che non si arresta.
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