Si rischia l’aumento delle tariffe dei servizi

13 Dicembre 2017

Potrebbe essere una delle conseguenze del commissariamento. Problemi anche per i lavori al corso

TERAMO. Dalle tariffe per i servizi scolastici, all'assistenza ai disabili, fino alla gestione dei parcheggi a pagamento alla riconsegna definitiva di corso San Giorgio rimesso a nuovo. Dagli incontri tra il commissario prefettizio Luigi Pizzi gli ex assessori ed ex capigruppo di maggioranza e opposizione stanno emergendo varie criticità legate all'attività amministrativa in Comune. La chiusura della piscina dell'Acquaviva, al di là delle ragioni dell'ufficio tecnico che di fatto ha bloccato l'impianto o del gestore che avrebbe continuato a tenerlo nonostante la scadenza della convenzione, rischia di essere il primo di una lunga serie di contraccolpi causati dalla caduta dell'amministrazione. Gli effetti della gestione commissariale, per sua natura non mediata da filtri politici, potrebbero sentirsi già a partire da gennaio con l'aggiornamento dei costi a carico di famiglie e cittadini che usufruiscono dei cosiddetti servizi a domanda individuale. Il Comune, stando a quanto riferito dall'ex assessore alle finanze Alfonso Di Sabatino Martina al commissario, di norma copre l'85% della spesa per queste prestazioni, erogate a richiesta degli utenti, che comprendono scuolabus, mense e anche l'uso degli impianti sportivi. La tariffa sborsata dal cittadino copre, in pratica, il 15% del totale. La legge, però, indica una copertura minima da parte dell'utente del 30%. Se dunque Pizzi dovesse applicare la norma, da gennaio le tariffe dovrebbero raddoppiare, assestando una mazzata a famiglie e cittadini che beneficiano dei servizi in questione. Anche l'assistenza scolastica ai disabili subirebbe una contrazione commisurata alle effettive capacità di spesa dell'ente. Non ci sarebbero speranze di salvezza neppure per la Tercoop, rimasta incastrata nelle proroghe pluriennali della gestione dei parcheggi a pagamento in centro. La cooperativa sociale, che ha accumulato debiti con il Comune per l'occupazione del suolo pubblico, verrebbe esclusa dalla gara per il riaffidamento del servizio con perdita del lavoro da parte dei suoi 28 soci. Sarebbe destinata a complicarsi anche la riconsegna di corso San Giorgio al termine dei lavori di riqualificazione. Le ditte appaltatrici, infatti, hanno posto riserve per spese impreviste e potrebbero irrigidirsi sulla loro posizione per ottenere l'indennizzo richiesto. (g.d.m.)
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