Si ritira l’impresa appaltatrice A rischio il ponte sul Vomano

Con la decisione dell’Ati di recedere dal contratto la Provincia può perdere tre milioni di fondi Fas Il presidente dell’ente Di Bonaventura: «Si tratta dell’ennesima emergenza da gestire»
CASTELLALTO. Ad un anno dalla firma del contratto per la realizzazione del ponte sul Vomano, sottoscritto dalla Provincia di Teramo con l’Ati composta da Costruzioni stradali Armando Di Eleuterio e Di Sabatino Giuseppe & C, l’associazione temporanea di imprese ha comunicato all’ente la decisione di tirarsi indietro. Una decisione quella di recedere dal contratto che l’Ati avrebbe motivato ufficialmente con la consegna tardiva dei lavori e che mette a rischio tre milioni e 100 mila euro di fondi europei sul totale dei quasi sei milioni stanziati per l’infrastruttura, destinata a collegare i Comuni di Castellalto e Cellino. I tre milioni e 100mila euro di Fondi Fas devono infatti essere necessariamente spesi entro il 31 dicembre del 2019 con la decisione dell’azienda che, bloccando di fatto i lavori, determinerà un allungamento dei tempi di realizzazione dell’opera.
L’affidamento all’Ati Di Eleuterio-Di Sabatino, inizialmente esclusa dalla commissione di gara per non aver indicato gli oneri aziendali della sicurezza, era arrivato al termine di un iter particolarmente travagliato e durato anni, con una lunga disputa interpretativa e giurisprudenziale sui criteri di affidamento risolta con sentenze del Consiglio di Stato e della Corte di giustizia europea. Ma anche successivamente all’affidamento non erano mancati i problemi. A novembre, infatti, la Provincia aveva ricevuto una diffida a bloccare l’inizio dei lavori e tutti gli atti successivi alla modifica del progetto fatta dopo la gara d’appalto del ponte, presentata dai progettisti dell’opera per conto della Cisa Appalti, la ditta inizialmente risultata aggiudicataria dei lavori. Diffida alla quale, a dicembre, era seguita da parte della stessa azienda una richiesta di accesso agli atti su tutto l’iter riguardante l’appalto e la progettazione dell’opera.
Un’opera finita anche sotto la lente d’ingrandimento della Procura, in una delle inchieste sugli appalti aperta dal pm Luca Sciarretta e passata, dopo il suo trasferimento a Pescara, al pm Andrea De Feis e che rischia di restare un’incompiuta. Sulla decisione dell’Ati di recedere dal contratto il presidente della Provincia Diego Di Bonaventura non ha voluto rilasciare dichiarazioni, limitandosi ad un lapidario commento: «Si tratta dell’ennesima emergenza che ci troviamo ad affrontare».
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