Si ritrova cliente Eni all’insaputa, ora deve pagare 17mila euro

Cittadino vittima di uno scambio d’identità è costretto a cominciare una battaglia legale per lasciare il gestore
TERAMO. Vive da quattro anni una situazione paradossale, che si aggrava ogni giorno di più. Il bello è che tutto inizia all’insaputa di Carlo Mordente che non si è mai sognato di cambiare gestore del gas. Eppure a un certo punto Enel energia non gli ha inviato più le fatture. Insospettito, ha chiamato il call center: gli viene detto che ha cambiato operatore. E così inizia la guerra per riavere il proprio gestore: l’ultima battaglia ha visto recapitargli, recentemente, due bollette. La prima di 10.261,80 euro e la seconda di 7.093,69 euro.
A inviargliele è l’Eni. Già perchè l’uomo si è ritrovato cliente Eni senza nemmeno aver risposto al telefono o aperto una porta a un procacciatore. Dopo innumerevoli peripezie è riuscito a scoprire, anche con l’aiuto dell’associazione “Robin Hood” che il suo numero Pdr, cioè l'identificativo della sua utenza, è stato dato a un'altra persona, nonostante sia riferito a casa sua. In particolare una vicina di casa che aveva fatto un contratto per passare ad Eni. Insomma, uno scambio di “identità” causato dall’errore nella trascrizione di una cifra. Il tutto avvenuto senza nessun controllo.
Se la vicina ha risolto il problema e il passaggio all’Eni si è concretizzato, così non è stato per Carlo Mordente che da anni non ha ricevuto alcuna fattura, rimanendo in una sorta di limbo. Per fortuna il disguido non ha causato il distacco della fornitura. E’ caduto nel vuoto anche il ricorso all'Autorità per il gas, l'energia elettrica e il sistema idrico. Mordente, in pratica, non riusciva a rientrare in possesso del suo Pdr. Fino a quando, qualche tempo fa, tramite l’avvocato Antonello Di Biagio, ha inviato una diffida alla società, intimandole di restituire il Pdr «sanando, così, un evidente errore da voi commesso in sede di richiesta di cambio fornitore», da parte della vicina di casa. L'avvocato ricorda che «Mordente, cliente di Enel Energia, non ha mai sottoscritto alcun contratto teso ad ottenere il passaggio con la vostra società. Di conseguenza il Pdr è stato da voi erroneamente attribuito alla signora E.R.». Dopo la diffida a casa di Mordente è arrivata finalmente, inviata dall’Eni, una bolletta, in modo da saldare il conto dei 4 anni di gas e poi riuscire a tornare in Enel energia. Ma Mordente è saltato sulla sedia: 10mila e passa euro. L’Eni ha calcolato un consumo di 3.100 metri cubi di gas in più. E’ dunque partita un’altra contestazione ed è arrivata una seconda bolletta, di più di 7mila euro, senza però che la prima fosse annullata. «E’ un’Odissea senza fine», commenta Mordente, «io voglio pagare il consumo reale e alla tariffa prescritta dalla legge. Certamente non 17mila euro e passa».(a.f.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

