Si rompe i polsi a scuola, c’è la denuncia

29 Dicembre 2016

I genitori della bimba di tre anni caduta dallo scivolo di una materna presentano querela: «Non ci hanno detto la verità»

TERAMO. Si fratturò entrambi i polsi giocando sullo scivolo della scuola materna, ora la famiglia ha deciso di sporgere denuncia per lesioni gravi. La vicenda è accaduta a fine settembre scorso in un istituto scolastico di Teramo. La bambina, di tre anni, è stata costretta a 50 giorni di gessatura per tenere immobili le ossa ulna e radio fratturate su entrambi i polsi. Una storia drammatica, che infiammò per giorni il web e costrinse la mamma della piccola a chiarire pubblicamente che la bambina non era stata legata ai termosifoni, come raccontava una bufala diffusa inizialmente da ignoti sui social network. La piccola invece era caduta dallo scivolo e con le braccia aveva provato a proteggersi il volto, procurandosi anche contusioni sulla fronte. Questo, per lo meno, è quello che hanno ricostruito i genitori, seppur con il dubbio, non ancora chiarito, che a provocare la caduta possa essere stata la spinta di un altro bambino. Sarà comunque un pubblico ministero a indagare, visto che la famiglia, tre mesi dopo l'incidente, si è decisa a sporgere querela, presentata alle autorità giudiziarie il 23 dicembre.

«Quello che più ha infastidito è stata la mancata verità sul reale accadimento», spiega l'avvocato Fabrizio Antenucci, che rappresenta i genitori della piccola e che continua: «La madre ha saputo della caduta quando è andata a riprendere la figlia, vedendola in forte choc ed esausta per il lungo pianto: non era stata avvisata immediatamente dell'incidente, che noi riteniamo essere avvenuto molto prima. Fin da subito c'è stata poca chiarezza: se la bambina fosse davvero caduta sul tappetino di protezione sotto lo scivolo, come gli insegnanti hanno riportato, allora gli infortuni sarebbero quotidiani. Riteniamo, quindi, sia stato un vero e proprio "volo", come raccontano alcuni bambini. L'istituto, inoltre, si è offerto di pagare solo le poche spese coperte dall'assicurazione in caso di infortuni. Chiederemo quindi un risarcimento per danni biologici e morali: stiamo effettuando la quantificazione in questi giorni con la consulenza di alcuni medici, ma la richiesta potrebbe davvero essere ingente».

Nel mirino dell'azione giudiziaria, quindi, potrebbero finire soprattutto gli insegnanti della scuola, accusati anche di non vigilare a sufficienza sui bambini e di scarsa preparazione in caso di infortuni: «I polsi, dopo la caduta, le sarebbero stati massaggiati, azione che, in caso di frattura scomposta, avrebbe potuto portare a maggiori danni fisici», aggiunge il legale. In attesa dell'esito delle indagini, la famiglia ha intanto deciso di iscrivere la bambina in un'altra scuola materna cittadina.

Luca Tomassoni

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