Si separa, mandato via da casa con i suoi 300 canarini
PINETO. Separazione con sfratto per il coniuge e i suoi 300 uccelli. Sembra quasi una boutade, invece è proprio quello che accadrà questa mattina a un allevatore di canarini da canto di Pineto, alle...
PINETO. Separazione con sfratto per il coniuge e i suoi 300 uccelli. Sembra quasi una boutade, invece è proprio quello che accadrà questa mattina a un allevatore di canarini da canto di Pineto, alle prese con una causa di separazione, conclusa in questa fase con l’assegnazione della casa familiare alla ex moglie e ai figli. Che le cose potessero mettersi non troppo bene per l’allevatore pinetese lo si era già capito al momento della prima udienza, alla quale non si è presentato né lui, né i suoi legali (gli avvocati Camillo Graziano e Annabianca Cocciarficco) perché a causa di un problema tecnico non hanno ricevuto la notifica. La casa è stata quindi assegnata alla ex coniuge che continuerà ad abitarci insieme ai figli, mentre per l’allevatore è scattato lo sfratto esecutivo, pertanto entro oggi dovrà andarsene portando con sé tutte le sue cose, compresi i 300 canarini.
«Si tratta di un provvedimento di difficile attuazione», spiega l’avvocato Graziano, «in quanto gli animali necessitano di spazi adeguati in cui possono essere accuditi a dovere, come accaduto fino a oggi. Nel caso di oggetti, il giudice dispone l’imballaggio degli stessi nominando un custode che ne garantisca l’integrità, ma in questo caso non è possibile perché si tratta di esseri viventi». Al momento i piccoli volatili sono custoditi all’interno di una taverna separata dal resto della villa, pertanto potrebbero restare ancora là consentendo al coniuge sfrattato di trovare per loro una nuova sistemazione. Tra l’altro si tratta di esemplari di pregio, che hanno partecipato a numerose gare internazionali ottenendo premi e riconoscimenti dai giudici. «Da parte nostra», spiegano ancora i legali dell’allevatore, «sono state avanzate proposte alternative, tra cui anche quella di rendere indipendente l’ingresso alla taverna dal resto della casa, in modo da non arrecare disturbo e consentire al nostro assistito di continuare ad accudire i canarini fino a quando non avrà trovato una soluzione alternativa». Al momento, però, dalla controparte non sarebbero giunte risposte, tanto che questa mattina la parola passerà all’ufficiale giudiziario, il quale si presenterà davanti all’abitazione per far rispettare il provvedimento del giudice. Ma con lui ci saranno anche gli agenti della Forestale.
Federico Centola
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