Si spacca il cda della Team Licenziato un dirigente

16 Gennaio 2015

Il presidente Mattucci non vota la nuova pianta organica e si parla di dimissioni Presa all’unanimità, invece, la decisione di dare il benservito a Polisini

TERAMO. Sono volati gli stracci ieri nel Consiglio d’amministrazione della Team spaccato sul via libera della nuova pianta organica sul cui voto si è astenuto il presidente Giovanni Mattucci. Una seduta che è terminata con una decisione forte: il licenziamento per motivi di esubero del dirigente Manrico Polisini. Appare comunque sorprendente, anche da un punto di vista politico, che il presidente indicato dalla parte pubblica (socio di maggioranza della Team) non abbia votato la rimodulazione della pianta organica, approvata tuttavia dagli altri due componenti del Cda: l’amministratore delegato Luca Ranalli e il consigliere Pietro Bozzelli. C’è chi adesso ventila la possibilità che Mattucci possa dimettersi, ma quel che è certo è che con questo provvedimento sono venuti a galla evidenti contrasti fra gli amministratori.

Contrasti che Mattucci imputerebbe a incrostazioni interne difficili da rimuovere. Da un altro punto di vista lo scontro sembra essersi consumato invece tra la politica (Mattucci è figura riconducibile al gruppo di Mauro Di Dalmazio) e l’area tecnica del Cda sugli obiettivi di efficienza che la società si prefigge di raggiungere. Nel logorante cda di ieri il motivo dell’astensione di Mattucci sarebbe nel fatto che il presidente avrebbe voluto conoscere «chi andava a fare cosa», ovvero le mansioni previste dalle figure di maggiore rilievo nella pianta organica. Questo era invece un aspetto ritenuto irrilevante da Ranalli e Bozzelli, dal momento che il provvedimento secondo lo stesso amministratore delegato, non prevedeva alcun aumento di costi, nè di livelli.

«Le modifiche a cui abbiamo dato seguito» ha dichiarato Ranalli «sono state recepite nell’ottica di una maggiore efficienza e razionalizzazione proprio per dare seguito alle indicazioni fornite dal Comune e dalla parte privata. E’ dunque incomprensibile l’astensione del presidente Mattucci, dal momento che le qualifiche sono state mantenute, e non abbiamo operato licenziamenti, o promozioni. La Team risponde a obiettivi di efficienza, e non a logiche di potere di una corrente politica. Non abbiamo dato nomi da collocare nelle posizioni, ma le abbiamo solo ripartite nelle diverse funzioni». L’altra puntualizzazione resa è stata sul licenziamento di Polisini. «Non è o un licenziamento in tronco», ha specificato l’amministratore delegato «ma una risoluzione avvenuta all’unanimità (dunque con il consenso di Mattucci, ndr), nato dalla riduzione delle aree che ha visto la soppressione dell’area tecnica, e poi l’impossibilità di ricollocarlo altrove».

La trattativa con la parte privata della società consortile che gestirà i rifiuti a Giulianova, dove inizialmente il dirigente doveva essere trasferito, non è andata a buon fine. Di qui il licenziamento con preavviso per motivi di giustificato esubero. Dunque non sarebbero stati i pasticci sul guado di Carapollo, di cui Polisini era alla guida del progetto, il motivo del provvedimento. Ma in soldoni quanto risparmia la Team da questa operazione? Questo aspetto non è stato quantificato, ma la manovra, al di là del taglio di una dirigenza che si aggira sui 150mila euro, fa leva sulla ripartizione del personale nei servizi che verranno attivati a Giulianova e che la nuova società consortile pagherà come corrispettivo alla Team. E’ l’assegnazione del personale che consentirà di ripartire e circoscrivere anche i centri di costo che nel passato non erano definiti. Questo vale anche per i servizi sui rifiuti che la Team rende a Termoli, Cermignano, Cellino, Pietracamela e Fano Adriano. In attesa di conoscere le cifre dell’operazione c’è da rilevare il dato politico: e cioè che si sta forse preparando un altro strappo a firma del gruppo di Dalmazio, di cui Mattucci è espressione.

Marianna De Troia

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