Si spara all’addome, è grave in ospedale

Colledara, in rianimazione un 37enne imprenditore agricolo. Ha tentato il suicidio con un fucile
COLLEDARA. Un colpo esploso all’addome con il fucile ereditato dal papà venuto a mancare qualche anno fa. Poi le urla dei familiari, la corsa in ospedale, l’intervento chirurgico e il ricovero in rianimazione in gravissime condizioni. È in prognosi riservata il 46enne di Colledara che ieri mattina è stato soccorso nella sua abitazione dopo aver tentato un gesto estremo.
Il fatto poco dopo le 8 nella casa colonica in cui l’uomo abita con alcuni familiari dopo la morte del papà. Secondo la ricostruzione fornita dai carabinieri l’uomo si stava preparando per andare a fare dei lavori in campagna con alcuni familiari d è uscito dall’abitazione dicendo che li avrebbe aspettati fuori. Improvvisamente gli altri hanno sentito lo sparo. I primi ad intervenire sono stati proprio i familiari che hanno subito chiamato i soccorsi e in poco tempo sul posto sono intervenute le ambulanze del 118.
Le condizioni dell’uomo sono subite apparse molto gravi. In poco tempo il 46enne è stato trasferito all’ospedale di Teramo e dopo i primi esami al pronto soccorso è stato portato in sala operatoria per essere sottoposto a un delicato intervento chirurgico. Al termine è stato ricoverato nel reparto di rianimazione in prognosi riservata.
Sul posto, per i rilievi di rito e i primi accertamenti, sono intervenuti i carabinieri della stazione di Tossicia. I militari, su disposizione del pm di turno Laura Colica, hanno sequestrato l’arma e raccolto la testimonianza dei familiari che al momento dello sparo erano nell’abitazione.
La prima ricostruzione fatta dagli inquirenti ha escluso qualsiasi altra ricostruzione diversa da quella del gesto estremo.
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