Si va verso il referendum “pro Marche”

VALLE CASTELLANA. Un nuovo consiglio comunale o una nuova raccolta di firme, per arrivare al referendum consultivo per il passaggio del comune di Valle Castellana dall’Abruzzo nelle Marche? Il...
VALLE CASTELLANA. Un nuovo consiglio comunale o una nuova raccolta di firme, per arrivare al referendum consultivo per il passaggio del comune di Valle Castellana dall’Abruzzo nelle Marche? Il sindaco Vincenzo Esposito lascia intendere che il consiglio comunale potrebbe decidere di indire il referendum, evitando così la raccolta di firme autenticate da parte dei cittadini. Una raccolta curata dal comitato promotore del referendum, che già a luglio 2013 aveva registrato la sottoscrizione di 473 residenti, per sollecitare l’interesse del primo cittadino vallecastellanese verso un problema che è discusso da diversi anni.
La recente assemblea, organizzata dal comitato presieduto da Giulio Giovannini, ha raggiunto il suo scopo, con l’attivazione del meccanismo burocratico per arrivare al referendum. Infatti, durante il recente consiglio comunale è stato approvato il regolamento che disciplina lo svolgimento dei referendum consultivi. «In caso contrario, non avremmo avuto uno strumento legislativo per accogliere le istanze dei cittadini», afferma il sindaco Vincenzo Esposito, «dei quali devo rispettare la volontà e metterli in condizione di avviare il percorso indispensabile per dare vita al referendum. Per quanto mi riguarda, non esprimo il mio pensiero sulla questione del passaggio alla regione Marche. In ogni caso, non escludo di poter indire direttamente il referendum, con il passaggio in consiglio comunale».
Lunedì scorso a Valle Castellana era atteso il presidente della regione Luciano D’Alfonso, che avrebbe dovuto effettuare un sopralluogo nel territorio, con Franco Gabrielli, capo del Dipartimento nazionale della Protezione civile. «Eravamo in molti ad attenderli, con il sindaco, il vice, il rappresentante di tre Protezioni Civili, il gruppo Alpini, la Croce Verde, forze dell’ordine, a partire dalle ore 14, ma la visita è saltata», racconta rammaricato Giulio Giovannini, «e secondo me questo rappresenta uno scarso interesse per il territorio».
Stefania Mezzina
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