«Siamo sicuri che Tommy non si è ucciso»

23 Novembre 2018

Oggi il funerale di Caralla, la sorella scrive: è precipitato perché aveva addosso uno zaino pesante

TERAMO. Oggi alle 14.30, nella chiesa del Cuore Immacolato di Maria, Teramo darà l’ultimo saluto a Tommaso Caralla, il 38enne ottico morto alle Canarie, dove viveva da qualche tempo. Sulle circostanze della scomparsa Giulia, la sorella di Tommaso, rientrata l’altroieri con il padre Antonino dalle Canarie portando le ceneri di Tommaso e il suo cane Elvis, ha diffuso una nota che riportiamo integralmente.
«Siamo distrutti e ancora frastornati, questa notte abbiamo riportato Tommaso in Italia e insieme a noi è tornato anche Elvis, il suo inseparabile amico a quattro zampe che era per lui lì un vero membro della famiglia, e così vogliamo considerarlo anche noi.
Vorrei però chiarire che mio fratello, seppure stesse attraversando un periodo difficile per la morte di nostra mamma a fine giugno, era proiettato verso il futuro, aveva mantenuto impegni di lavoro, aveva in programma di ritornare a Teramo anche per stare vicino a papà; insomma, non crediamo possa essersi trattato di un gesto volontario.
Le indagini portate avanti dalla polizia hanno evidenziato delle incongruenze con l'ipotesi del suicidio, perchè Tommaso stava partendo per una vacanza in campeggio insieme al suo cane Elvis e a un amico che infatti era in casa a preparare lo zaino nella stanza accanto. Tommaso è precipitato dalla finestra della sala/cucina, una finestra bassa, troppo bassa, e con lo zaino pesantissimo sulle spalle. Uno zaino che aveva preparato meticolosamente con la tenda, acqua, cibo e tutto il necessario per passare qualche giorno fuori. Uno zaino molto pesante che molto probabilmente è stato la causa di uno sbilanciamento e della caduta che non gli ha lasciato scampo. Abbiamo saputo che oltre ad aver parlato con me all'ora di pranzo il giorno della sua morte (avvenuta il 6 novembre alle 16,30), aveva chattato con i suoi amici e aveva detto che si stava organizzando per tornare in Italia. Forse ciò che è successo con sicurezza non lo sapremo mai, però siamo sicuri che Tommy, seppur nella tristezza che aveva seguito la morte di mamma, non era nello stato d'animo di fare un gesto del genere, aveva progetti e piani di cambiamento, aveva voglia di svagarsi, vedeva davanti a lui un futuro che chi si toglie la vita non vede più. E poi non avrebbe mai lasciato solo e abbandonato il suo Elvis.
Io e papà vorremmo ringraziare tutti coloro che ci sono stati vicini in questi giorni dolorosi, che ci hanno aiutato per il disbrigo di tutte le pratiche burocratiche, l’amica di Tommy Sonia per la grande disponibilità, il consolato spagnolo e Stefano Canzio che sono riusciti a velocizzare le pratiche per il rimpatrio».