Sicurezza dei viadotti dell’A24: chiesto il processo per Toto

La Procura firma la richiesta di rinvio a giudizio per il patron del gruppo e altri di Strada dei Parchi Contestati l’inadempimento di contratti di pubbliche forniture e l’attentato alla sicurezza dei trasporti
TERAMO. Dopo la battaglia giuridica sui sequestri di milioni di euro annullati in un primo momento in parte dal Riesame e successivamente integralmente dalla Cassazione, la maxi inchiesta della Procura sulla sicurezza dei viadotti del versante teramano dell’A24 si chiude con delle richieste di rinvio a giudizio. Tra i nomi per cui la Procura chiede il processo ci sono alcune figure apicali (attuali ed ex) della Strada dei Parchi e quello di Carlo Toto, il patron del gruppo che controlla la concessionaria di A24 e A25. Rispetto alle accuse contestate inizialmente, nella richiesta di rinvio a giudizio firmata dai pm Laura Colica e Silvia Scamurra, se ne ipotizzano due: l’attentato alla sicurezza dei trasporti e l’inadempimento di contratti di pubbliche forniture. Non c’è più quella di abuso d’ufficio eliminata già in fase di avviso di conclusione delle indagini dopo il pronunciamento della Cassazione.
La Procura, oltre alle richieste di rinvio a giudizio, ha presentato anche richiesta di archiviazione per alcuni degli iniziali dieci indagati. Così si legge in una nota firmata dal procuratore Ettore Picardi: «La Procura ha esercitato l’azione penale nei confronti di alcuni degli originari indagati (individuati tra i responsabili e tecnici della concessionaria Strada dei Parchi) per i delitti di inadempimento di contratti di pubbliche forniture e attentato alla sicurezza dei trasporti, richiedendo contestualmente l’archiviazione di alcune posizioni nonchè della fattispecie delittuosa originariamente ipotizzata di abuso d’ufficio». E ancora: «Ritenuta la notizia di rilevante interesse pubblico, avendo ad oggetto la definizione di un’indagine molto articolata e tecnicamente complessa, condotta dal Npef della guardia di finanza di Teramo, che ha riguardato la verifica delle condizioni di sicurezza statica e di efficienza del tratto teramano dell’A24 (opera strategica di rilevanza nazionale per finalità di protezione civile in zona altamente sismica) e la sussistenza di presunte responsabilità della società concessionaria della manutenzione ordinaria e straordinaria dei viadotti autostradali». Va detto che sulla sicurezza dei viadotti dell’A24 e dell’A25 si sono già chiuse le inchieste aperte dalle Procure di Pescara e l’Aquila per i territori di loro competenza.
L’inchiesta della Procura teramana riguarda le condizioni di sicurezza e manutenzione dei sette viadotti del tratto teramano dell'A24: quelli Casale San Nicola, Cretara, Le Grotte, Cerchiara, nei territori di Isola del Gran Sasso e Colledara. Dalle consulenze tecniche disposte dalla Procura in fase di indagini preliminari sarebbero emerse, così si evidenzia nell’avviso di conclusione, un ammaloramento dello strato di calcestruzzo posto a protezione dei ferri d'armatura; un danneggiamento delle canaline di raccolta e dei discendenti che convogliano le acque di dilavamento provenienti dalla sede autostradale; uno stato di ossidazione dei ferri delle armature esposti agli agenti atmosferici a causa della mancanza dello strato copriferro. La parola ora passa al giudice per le udienze preliminare che dovrà decidere se prosciogliere o mandare a processo.
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