Sicurezza dell’ospedale C’è l’intesa fra Asl e Gemelli

5 Aprile 2020

L’équipe del professor Ricciardi sta analizzando procedure e percorsi Covid al Mazzini Ieri morte tre persone fra Rianimazione e Malattie infettive: le vittime salgono a 35

TERAMO. Una giornata funestata da altri tre lutti. Ieri pomeriggio nella Rianimazione Covid di Teramo è morto un uomo di Atri di 67 anni, subito dopo in Malattie infettive un uomo di 48 anni residente a Basciano, già gravemente malato di altra patologia, e in serata un uomo di 92 anni di Teramo. Quest’ultimo è entrato in ospedale ieri pomeriggio, poche ore dopo che il figlio, da giorni ricoverato per Covid, era stato dimesso perchè in buone condizioni. Salgono dunque a 35 le vittime teramane del coronavirus. C’è da dire che i 13 pazienti sottoposti a terapia con il Tocilizumab stanno quasi tutti migliorando. In totale sono 101 i ricoverati nelle due strutture Covid di Teramo e Atri e di questi 11 sono in Rianimazione (6 ad Atri e 5 a Teramo). Sono 22, inoltre, i sospetti ricoverati.
In totale sono 437 i casi positivi in provincia, compresi i 20 nuovi casi che si sono registrati ieri. In isolamento domiciliare ci sono 292 pazienti, con sorveglianza attiva da parte della Asl.
INTESA CON IL GEMELLI. Ormai rodata l’organizzazione che si è data l’ospedale di Teramo in termini di procedure e percorsi per accogliere e curare malati Covid e non Covid. Si tratta di un’organizzazione messa in campo dalla direzione sanitaria di presidio, con a capo Piero Romualdi – ovviamente con la supervisione del direttore generale Maurizio Di Giosia – in collaborazione con l’equipe di Walter Ricciardi, ordinario di Igiene generale e applicata alla Cattolica e direttore del dipartimento di salute della donna, del bambino e di sanità pubblica del Gemelli. In particolare due suoi collaboratori, Patrizia Laurenti e Umberto Moscato hanno esaminato i percorsi organizzativi e strutturali approntati in questa emergenza. Hanno preso in considerazione anche la sanificazione degli ambienti. E’ in corso di studio anche il trattamento delle salme: anche questo pare corretto a una prima analisi, ma sarà richiesta una consulenza di uno specialista. La prossima settimana si terrà una riunione in videoconferenza su skype con gli esperti romani per parlare di protocolli adottati e da adottare. Anche del rapporto con la struttura all’avanguardia in tutta Europa nell’epidemiologia si è parlato ieri nella riunione dell’unità di crisi.
L’APPELLO DI D’ALBERTO. Il sindaco, Gianguido D’Alberto, ha rivolto due appelli, alla Asl e alla Regione. Segnala che «l’incertezza sui dati ufficiali comunicati da Asl e Regione che sta mettendo in difficoltà i Comuni, non solo il nostro, con l’ulteriore effetto di rendere complessa anche l’organizzazione dei servizi, in particolare il servizio di igiene urbana». Secondo i dati estrapolati dal sindaco i contagiati a Teramo sarebbero un’ottantina, di cui 10 ricoverati.
D’Alberto inoltre auspica che «la nuova task force sanitaria nominata dalla direzione generale possa effettivamente segnare il cambio di passo che abbiamo chiesto e soprattutto dotare la nostra Asl di una guida sanitaria realmente adeguata alla emergenza straordinaria che i nostri territori, e soprattutto il Mazzini quale presidio provinciale di riferimento hub a garanzia delle patologie maggiori, urgenti o emergenti, stanno vivendo. Ma per fare questo chiediamo che anche la Regione svolga una più efficace azione di coordinamento tra tutte le Asl, definendo un protocollo comune, un’equa e adeguata distribuzione dei dispositivi di protezione, una mappatura delle risorse, anche umane, anche con forme di mobilità interne del personale sanitario – penso alla grave carenza di anestesisti che affligge la nostra Asl – verso le aziende in maggiore affanno. Importante, anche, sarebbe intensificare l’azione per reperire altri tamponi, che scarseggiano in tutte le Asl, se si vogliono intensificare i controlli sul territorio».
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