Sicurezza e centrale Enel: è scontro politico in aula

18 Marzo 2022

Scambio di accuse tra Corona (Oltre) e l’assessore Verna sulle telecamere  Cozzi attacca sui tralicci provvisori alla Cona. Cavallari: «Situazione da valutare»

TERAMO . Il tema della sicurezza in città ha acceso, anzi riacceso, lo scontro in consiglio comunale fra il consigliere comunale Luca Corona (Oltre) e l’assessore Maurizio Verna. Ma in aula ieri, nel corso del question time, è approdata anche la questione della delocalizzazione della centrale Enel della Cona tramite l’interrogazione del consigliere comunale Mario Cozzi (Forza Italia). L’ondata di furti nelle case e due recenti rapine hanno fatto da trampolino di lancio per Corona che è tornato a chiedere conto all'amministrazione del numero di telecamere attive e della programmazione fatta sul tema sicurezza, sottolineando che «il progetto scuole sicure, che prevede telecamere capaci di leggere le targhe ma non di svolgere funzioni di sorveglianza, viene spacciato per chissà cosa quando non risolve il problema della criminalità e non risponde alle priorità della città», ha detto il consigliere.
Nelle ultime settimane c'è un quartiere in particolare fibrillazione: Villa Mosca. I furti si susseguono, e talvolta hanno colpito la stessa abitazione due volte. «La situazione è seria, ma questa amministrazione la sottovaluta. I furti lo dimostrano e anche le due rapine, una alla tabaccheria della Cona e una al distributore di metano di Sant’Atto. Ma qui, in quattro anni, non si è fatto nulla. Ricordo inoltre che in corso San Giorgio non c’è neppure una telecamera: questi argomenti li ho portati anche all’attenzione del vice prefetto», ha detto Corona chiedendo conto delle venti telecamere installate dalla precedente amministrazione. «Perché non sono entrate in funzione? Perché sono state tolte? Qualcuno dovrà darne conto, se non a me agli organismi competenti», ha incalzato il consigliere. L’assessore Verna ha accusato Corona di «ennesimo tentativo di sciacallaggio che fa leva sulle paure. Ricordo che la sicurezza è pianificata col comitato di ordine e sicurezza in Prefettura al quale partecipiamo. Sul progetto scuole sicure chiarisco che quelle telecamere non sono semplici leggi targhe, ma inviano la targa a un date base che verifica se rientra in una black list di mezzi già segnalati. Quindi non va minimizzata questa iniziativa».
Cozzi invece ha chiesto lumi al vice sindaco Giovanni Cavallari sulla centrale della Cona. La delocalizzazione ha visto un cambio di programma: essendo risultata necessaria la Via (valutazione di impatto ambientale), Terna ha proposto la collocazione di due nuovi tralicci provvisori per continuare con i lavori di interramento dei cavi. Tutto in attesa della Via. «Solo ora ci si accorge che serve la Via? Anzi, servono a quanto mi risulta anche altre valutazioni tecniche. E nell’attesa si mettono due tralicci temporanei. Ma se le valutazioni saranno negative? Credo che i lavori vadano subito fermati per capire davvero in che situazione ci si trovi», ha detto Cozzi. Cavallari ha risposto confermando il momento di «tensione» che «vogliamo risolvere in maniera rapida». Terna ritiene la modifica del progetto una «semplice questione di tempi e non di sostanza: ma proprio questo vogliamo chiarire, perciò a giorni sarò a Roma col senatore Luciano D’Alfonso», ha aggiunto Cavallari che andrà al ministero della Transizione ecologica in cerca di risposte che indirizzino verso eventuali «accorgimenti alla luce delle rassicurazioni di Terna», ha concluso.
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