Sicurezza e didattica Ecco le nuove scuole

26 Ottobre 2017

Nascono a Teramo le linee guida per realizzare gli edifici scolastici in Abruzzo  elaborate da associazioni, istituzioni e ordini professionali: diventeranno legge 

TERAMO. Nuove linee guida per Comuni e Province in base alle quali progettare edifici scolastici sicuri e adeguati alle esigenze educative e didattiche. È questo il cuore del documento “La Scuola che vorrei”, un risultato raggiunto per la prima volta in Abruzzo che è frutto di un tavolo di lavoro promosso dall’associazione “Teramo Children” con l’adesione di diversi enti, istituzioni, scuole e ordini professionali della provincia. «L'iniziativa nasce come esigenza di superare la situazione emergenziale di guardare oltre il sisma e di mettere insieme l’esigenza della sicurezza con quella della qualità degli spazi didattici», spiega Simona Olivieri dell’associazione “Teramo Children”, «non con un semplice documento di indirizzo, quindi, ma un quadro di riferimento per la realizzazione di edifici scolastici di ogni ordine e grado». Il progetto, che sarà presentato anche alla Regione con l'intento di rendere le linee guida parte integrante di un’apposita legge regionale, individua altri due obiettivi. Oltre ai criteri e ai principi a cui dovrebbero ispirarsi le progettazioni, il documento da un lato pone l’accento su un percorso di progettazione partecipata. Dall’altro, si prefigge l’adozione da parte degli enti delle linee guida come testo di riferimento vincolante per la progettazione dei nuovi edifici scolastici e per la ristrutturazione di quelli esistenti. A tale proposito, il documento è già stato inserito nell'ordine del giorno del consiglio comunale di Teramo, in programma giovedì prossimo.
Tra i numerosi attori del progetto, sorto da un dialogo attivo tra pedagogia, architettura e politica per la progettazione degli spazi scolastici, figurano: la Provincia, il Comune, l'università, l'ufficio scolastico provinciale, gli istituti comprensivi “Zippilli-Noè Lucidi” e “Montorio-Crognaleto”, i due ordini provinciali degli ingegneri e degli architetti, l'istituto “Di Poppa-Rozzi”, l'Ance, il comando provinciale dei vigili del fuoco, il Gruppo nazionale Nidi e Infanzia, oltre a “Teramo Children”. «Nei prossimi anni saremo alle prese con i temi della ricostruzione e degli adeguamenti sismici», ha detto il consigliere provinciale delegato all’edilizia Mirko Rossi, «potremo certamente coniugare il tema della sicurezza con quello del ruolo che l’edificio scolastico svolge all’interno della comunità, facendo in modo che la necessità di dare delle risposte alle esigenze dei cittadini non avvenga a discapito della qualità degli interventi». Il consigliere ha inoltre ricordato che il progetto “La Scuola che vorrei” ha preso vita in un seminario pubblico tenutosi il 20 maggio scorso, voluto dalla pedagogista Anna Ferrante, scomparsa a luglio. «Il documento rappresenta un punto di riferimento importante per i Comuni e le Province», ha concluso Rossi, «perché nasce con l’apporto di tutte le competenze specifiche e guarda alla scuola non come una struttura edilizia, ma come ad un elemento catalizzatore da un punto di vista sociale e pedagogico». A ribadire l'importanza delle linee guida, anche in funzione di una scuola vista come luogo fruibile per tutta la cittadinanza, è stato Raffaele Di Marcello, presidente dell'ordine provinciale degli architetti, ricordando l'indicazione contenuta nel documento di concepire le aule come spazi aperti che permettano esperienze didattiche più inclusive per gli alunni e gli edifici come strutture che possano accogliere attività extra-scolastiche. Nel documento si parla, quindi, di «un sistema di spazi in relazione tra loro, caratterizzati da una molteplicità di significati e da una pluralità di funzioni. Nella nuova concezione, la scuola si pone come un unico grande laboratorio, dove lo spazio riveste un ruolo centrale che con le sue opportunità e le sue forme veicola esso stesso esperienze culturali, di scoperta e di ricerca».
Chiara Di Giovannantonio
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