Sicurezza, i sindacati in piazza: «Basta lutti, serve una svolta»

Cgil, Cisl e Uil incontrano il prefetto e annunciano un confronto sia con le istituzioni sia con le imprese «Vogliamo mettere in campo azioni mirate, infortuni e malattie professionali sono ancora troppi»
TERAMO. Un presidio davanti alla prefettura per chiedere a istituzioni e aziende un cambio di passo rispetto al tema della sicurezza, ancora oggi troppo spesso considerata come un costo. È stato attuato ieri mattina da Cgil, Cisl e Uil nell'ambito delle iniziative messe in campo dai tre sindacati confederali in tutta Italia. A confermare la necessità di interventi mirati sono i dati relativi agli infortuni e alle malattie professionali. In provincia nei primi tre mesi del 2021 gli infortuni sono stati 608 e di questi ben 508 hanno interessato il comparto dell'industria e dei servizi. Per quanto riguarda le fasce d'età la più colpita è stata quella 31-50, seguita da quella degli over 50.
«C'è bisogno di cambiare la cultura di questo Paese, che spesso vede la sicurezza come un costo», ha sottolineato il segretario generale della Cgil Giovanni Timoteo, «da troppi anni viviamo questa condizione e, se andiamo ad analizzare di volta in volta cosa determina gli infortuni, nella maggior parte dei casi di tratta dell'elusione e del mancato rispetto delle norme di sicurezza. Questa mattina intervenendo sulla tragedia del Mottarone i principali quotidiani nazionali titolavano “La strage per i soldi”, “La strage dell'avidità”, “Criminali”, perché dicevano che si è risparmiato sulla sicurezza causando una strage. In un anno in questo Paese muoiono più di mille persone sui posti di lavoro, e l'impostazione è la stessa. È quella di chi vede il costo e non l'investimento rispetto alla sicurezza».
Da qui la necessità, per i sindacati, di interventi legislativi e di uno specifico programma di azioni pluriennale. «Per quanto riguarda il contesto provinciale il nostro obiettivo è quello di aprire un confronto con Inail e Ispettorato del lavoro per fare il punto della situazione sulla provincia e l’apertura di un tavolo con le organizzazioni datoriali», ha sottolineato il segretario della Cisl Fabio Benintendi, «con l'obiettivo di mettere in campo azioni mirate. Tra le attività che riteniamo fondamentale c'è la creazione delle condizioni per una reale coinvolgimento dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza al sistema di prevenzione aziendale».
La parole d'ordine, per i sindacati, sono dunque formazione e prevenzione. «Come Uil abbiamo avviato la campagna "Zero morti sul lavoro" da inizio anno», ha concluso Fabrizio Truono della Uil, «perché sapevamo che con la ripresa delle attività uno dei temi da affrontare sarebbe stato proprio quello della sicurezza. È da tempo che cerchiamo di sensibilizzare le istituzioni su questo tema e oggi parlare di morti sul lavoro fa ancora più rabbia. Vogliamo un programma serio anche con le parti datoriali, perché esiste una legge e vogliamo che sia rispettata».
Una delegazione sindacale ha incontrato il prefetto Angelo de Prisco al quale sono stati consegnati sia il documento provinciale che la piattaforma nazionale. «Da parte del prefetto», hanno sottolineato i sindacati, «abbiamo trovato massima disponibilità e sensibilità».
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