Sicurezza informatica, le soluzioni per proteggere i dati delle aziende

TERAMO. È una buona partenza, ma ancora tanto si deve fare nella sicurezza informatica di aziende e istituzioni abruzzesi. È quanto emerso nell’indagine conoscitiva su 121 aziende del territorio...
TERAMO. È una buona partenza, ma ancora tanto si deve fare nella sicurezza informatica di aziende e istituzioni abruzzesi. È quanto emerso nell’indagine conoscitiva su 121 aziende del territorio regionale (36,4% Teramo, 19% Chieti, 19,8% L’Aquila e 24,8% Pescara) svolta dai Comitati P.i. Confindustria Abruzzo e Teramo con l’università di Teramo. I risultati sono stati illustrati nel convegno “Cyberdefence conference – Sicurezza Informatica per aziende, istituzioni e territori" che si è svolto ieri mattina in ateneo.
Il tema della sicurezza informatica è fondamentale per il territorio perché la protezione dei dati e dei sistemi digitali è essenziale per evitare perdite finanziarie, proteggere la propria reputazione e rispettare le normative vigenti. In Abruzzo circa il 57% delle aziende intervistate nei vari settori (65,3% piccole imprese, 28,9% medie imprese) ha affermato di aver subito un attacco informatico negli ultimi 12 mesi e le principali tipologie di danni subiti riguardano la perdita economica e dei dati e il downtime dei servizi. Il 56%, anche a fronte di un attacco, non ha subito danni. Gli attacchi ricevuti sono caratterizzati maggiormente per l’utilizzo di ramsoware (virus che criptano i dati), di phishing, di virus/malware e di social engineering (frode della fattura).
Mancanze si registrano nell’ambito delle attività di monitoraggio sulla sicurezza informatica: oltre il 60% delle aziende non ha avvitato né un “vulnerability assessment”, nè un “penetration test”. Tante, però, sono le aziende sensibili ai percorsi formativi. «La sicurezza informatica rappresenta una priorità cruciale per le aziende pubbliche e private», ha spiegato il presidente Comitato P.i. Confindustria Teramo Giammaria De Paulis, «è fondamentale che gli strumenti, le risorse umane, le competenze e la formazione siano guidate da un modello organizzativo ben chiaro con tempi e obiettivi certi per assicurare il più alto livello di protezione di dati e informazioni». Rilevante è la sinergia tra aziende e istituzioni per adottare misure di sicurezza adeguate. «La trasformazione digitale e tecnologica comporta profonde variazioni in termini professionali e comportamentali, costringendo uomini, imprese e istituzioni a ripensare costantemente il proprio paradigma organizzativo», ha detto il docente Unite Andrea Ciccarelli, «è indispensabile formare in modo adeguato i nuovi manager pubblici e privati e creare una cultura dell’innovazione».
Adele Di Feliciantonio

