Sicurezza, la protesta dei genitori

Manifestazione venerdì in piazza Orsini. Ragas: «Vogliamo trasparenza su tutti i controlli e i processi decisionali»
TERAMO. I genitori di Teramo sono pronti a scendere nuovamente in piazza per chiedere scuole sicure per i loro figli e, soprattutto, maggiore chiarezza sui controlli eseguiti e da eseguire per gli indici di vulnerabilità sismica negli edifici di competenza comunale.
L’annuncio dell’iniziativa, in programma venerdì 25 alle 10 in piazza Orsini, è stato lanciato sui social ieri mattina, raccogliendo in poco tempo l’adesione di decine e decine di papà e mamme teramane. «Stiamo manifestando contro una politica che ancora non fa ripartire la ricostruzione e parliamo non solo di quella comunale, ma anche nazionale. Alla manifestazione saranno presenti rappresentanze dei comitati di genitori provenienti dal Lazio, dalle Marche, dall’Umbria e dal Molise», dice Leda Ragas, rappresentante dei comitati dei genitori teramani. A far discutere è soprattutto il plesso della “Molinari”, dotato di tre blocchi con indici non superiori allo 0,14. La struttura, rimessa a nuovo meno di un anno fa, era stata riaperta nel novembre 2016 per ospitare gli alunni della Savini e della San Giuseppe. «Quando sono stati pubblicati gli indici degli edifici di competenza provinciale, il presidente Renzo Di Sabatino e il consigliere Mirko Rossi hanno impiegato oltre un’ora per spiegare tutto, scuola per scuola, blocco per blocco, tipologia per tipologia, dicendo chiaramente che quelle sotto lo 0,2 non sarebbero state riaperte», dice Ragas, «Al Comune, invece, ci hanno dedicato solo un paio di minuti per leggere l’elenco finito degli indici di vulnerabilità. Adesso sono in programma ulteriori controlli che richiederanno diversi giorni per effettuare delle indagini più dettagliate sui materiali delle scuole con indici inferiori allo 0,2. Molti sono preoccupati perché temono che la “Molinari” riaprirà ugualmente dopo gli approfondimenti». Per questo i genitori sottolineano l’importanza di far partire la ricostruzione, anche iniziando da un numero esiguo di scuole, purché si cambi finalmente rotta. «Abbiamo 33 scuole solo comunali. Se si interviene su un’unica struttura in un’estate, quanto tempo servirà per sistemarle tutte?», prosegue Ragas, «Se si comincia da alcuni edifici scolastici, chiudendoli e sistemandoli, a distanza di due o tre anni sarà possibile restituirli alla comunità sicuri, sia per la vulnerabilità sismica che le altre misure di sicurezza, come scale e uscite antincendio, che ancora mancano in molte scuole teramane». Da qui la richiesta di maggior trasparenza per programmazione, procedure e controlli eseguiti dal Comune sulle scuole, con la pubblicazione di tutti i documenti online. «Vogliamo più chiarezza su quello che viene fatto. La protesta non è contro qualcuno in particolare», conclude Ragas, che è anche presidente dell'Assai, associazione scuole sicure Abruzzo Italia.
Chiara Di Giovannantonio
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