Sicurezza nei cantieri, irregolarità su ponteggi e sistemi di protezione

6 Maggio 2018

Progetto sulla prevenzione degli incidenti di sindacati, Ance e Inail con visite in tutta la provincia De Sanctis (Cisl): «Problemi per aree di pericolo e quadri elettrici, ma bene per bagni e formazione»

TERAMO. Sicurezza sul lavoro, controlli a campione in decine di cantieri di tutta la provincia. Emerge un quadro a macchia di leopardo dal progetto messo in campo dal comitato paritetico territoriale (Cpt) composto da sindacati e Ance, con l’Inail e i rappresentati dei lavoratori per la sicurezza.
In circa 5 mesi sono state contattate 243 imprese, effettuate 53 prime visite e 21 seconde visite, in 21 comuni, raggiungendo 220 lavoratori. I cantieri visitati riguardavano per il 37% nuove costruzioni, il 6% ampliamenti, il 41% ristrutturazioni e il 16% lavori post sisma. La dimensione media dei cantieri si attesta tra i 250.000 a 500.000 euro di lavori. A illustrare i risultati dei controlli, che non hanno nessun obiettivo sanzionatorio, è Giancarlo De Sanctis, segretario generale della Filca Cisl.
«In sede di prima visita», fa notare, «le irregolarità maggiori sono riferite alla logistica di cantiere, ai quadri elettrici, alla documentazione generale. Un dato rilevante riguarda le aree di pericolo, come le aperture verso il vuoto, le postazioni di lavoro in quota. Spesso carente è risultata la segnaletica di cantiere e l’organizzazione del lavoro; diverse criticità sono state riscontrate per i ponteggi fissi e l’uso dei dispositivi di protezione collettiva». Questi ultimi vanno dalla copertura della lama di una sega alla chiusura dei pannelli elettrici, per fare degli esempi. De Sanctis però sottolinea anche i dati positivi: quattro cantieri su 5 hanno i servizi igienici così come sono diffusi i dispositivi di protezione individuale come scarpe, guanti e casco. Positiva anche la nomina delle figure di sistema, la formazione su rischi specifici e sull’uso di attrezzature e macchine.
Il progetto prevedeva, rilevate delle irregolarità, la comunicazione di indicazioni per porvi rimedio e poi una seconda visita in cantiere. «In sede di seconda visita notevoli sono stati i miglioramenti, soprattutto per la logistica e per la messa in sicurezza dei ponteggi. In tutti i casi è stato riscontrato un adeguamento rispetto alle criticità», rimarca il sindacalista, «tutto ciò oltre ad aver reso più sicura la vita dei lavoratori in cantiere, ha anche reso più efficienti le aziende riducendo il rischio sanzionatorio per cifre riguardevoli: in totale oltre 530mila euro con una media di 26mila per ogni cantiere. Il progetto di prevenzione ha evidenziato come molte imprese hanno una spiccata sensibilità nei confronti del tema della sicurezza; sono emerse tuttavia diverse carenze legate a retaggi culturali e abitudini sbagliate e reiterate. In altri casi invece alcune imprese non sono consapevoli dell’omissione o della carenza ma si sono impegnate ad adeguarsi, mentre altre si sono mostrate disposte a sperimentare soluzioni più moderne. Oggi più che mai, quando si registra un preoccupante aumento degli infortuni mortali, è necessario puntare a diffondere maggior cultura sulla sicurezza».
©RIPRODUZIONE RISERVATA