Teramo

Sicurezza nelle scuole, indagati tre presidenti di Provincia

5 Novembre 2026

Teramo, l’inchiesta si allarga. D’Angelo e gli ex Di Bonaventura e Di Sabatino accusati per il liceo Curie di Giulianova (foto). Con loro anche 5 dirigenti ed ex

TERAMO. L’attività di verifica del comitato tecnico amministrativo del Provveditorato alle opere pubblico continua a orientare la bussola della Procura teramana nella maxi inchiesta sulla sicurezza degli edifici scolastici dopo il terremoto del 2016.

Perché è ancora l’operato di questi tecnici a indicare la direzione del fascicolo che vede indagati i tre presidenti della Provincia degli ultimi dieci anni per l’edificio che ospita il liceo scientifico Curie di Giulianova che, secondo la Procura, dal 2017 doveva essere chiuso per criticità di carattere sismico e statico. Nell’inchiesta a firma del procuratore Ettore Picardi (con l’avviso di conclusione già notificato a tutte le parti) sono indagati l’attuale presidente Camillo D’Angelo, i suoi predecessori Diego Di Bonaventura e Renzo Di Sabatino e cinque dirigenti dell’ente tra attuali ed ex. A tutti viene contestato il reato di omissioni d’atti d’ufficio e ai dirigenti anche quello dell’omissione di lavori in edifici che minacciano rovina.

Secondo l’accusa della Procura (tutta da provare nel corso dei successivi passaggi) a partire dal 2017 dopo il deposito di uno studio tecnico sulla vulnerabilità sismica l’edificio del liceo scientifico Curie andava chiuso visto che, così si legge nell’avviso di conclusione, «lo studio rilevava la non conformità dell’edificio alle norme tecniche di costruzione del 2008». Per l’autorità giudiziaria gli indagati, sempre così come scritto nell’avviso, «sebbene i tecnici avessero rilevato gravi criticità sia di natura sismica, sia di natura statica che avrebbero dovuto imporre a tutela della pubblica incolumità, sia ai sensi della normativa allora vigente, sia di quella sopravvenuta, provvedimenti restrittivi dell’uso della costruzione, ne omettevano l’adozione consentendone la normale funzionalità. Omissione reiterata successivamente alla comunicazione (avvenuta il 18 giugno 2026) degli esiti dell’analisi condotta dal Comitato tecnico amministrativo del Provveditorato interregionale per le Opere pubbliche che ribadivano l’indispensabilità di adottare provvedimenti restrittivi dell’uso della costruzione alfine di garantire la pubblica incolumità, nelle more dell’esecuzione degli interventi necessari, anche di natura locale, sugli elementi definiti carenti». Alcuni degli indagati hanno già presentato una memoria difensiva. L’inchiesta che porta firma del procuratore è quella aperta nel 2024, dopo il sequestro del Convitto e liceo Delfico disposto dal tribunale. Un fascicolo che ha riacceso i fari sullo stato degli edifici scolastici non solo del capoluogo ma anche di gran parte del territorio provinciale, partendo dalla considerazione degli indici di vulnerabilità. L’inchiesta giudiziaria ha mosso i passi dall’esposto depositato subito dopo il sequestro del Convitto dagli ex docenti Elso Simone Serpentini e Lino Befacchia.

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