Sigilli alle captazioni Per i cittadini nessuna conseguenza

Il sequestro blocca dispositivi già fermi dall’anno scorso Il Forum H20: «Anche gli scienziati a volte sbagliano»
TERAMO. L’inchiesta della Procura sul sistema acqua del Gran Sasso delinea un contesto di leggi ignorate con un costante pericolo di inquinamento e in attesa di ulteriori sviluppi consegna un’altra certezza: il sequestro di quelle opere di captazione sigillate dal Noe non ha conseguenze sull’erogazione per i cittadini visto che già dal 2017, subito dopo l’emergenza potabilità, quelle acque sono state messe a scarico e dunque non finiscono nella rete idrica.
Intanto da Roma il ministro della ricerca scientifica Marco Bussetti chiede chiarimenti all’Infn sull’inchiesta «per le eventuali determinazioni di sua competenza». La Procura teramana ha indagato dieci persone per inquinamento ambientale tra cui i vertici dell’Infn, della Strada dei Parchi e dell’Acquedotto del Ruzzo. Secondo i magistrati ci sarebbe stato «un permanente pericolo di inquinamento ambientale e, segnatamente, il pericolo di compromissione o deterioramento significativo e misurabile delle acque sotterranee del massiccio del Gran Sasso».
Sulla vicenda ieri è tornato il Forum H20. Per l’esponente Augusto De Sanctis «su questa vicenda la scienza si è comportata in maniera anti-scientifica, basandosi sull'ipse dixit, ovvero sul fatto che andava tutto bene perché nei laboratori c'erano gli scienziati. Anche gli scienziati a volte sbagliano e la scienza non si fonda sull'oscurantismo, ma sull'analisi dei fatti e sull'apertura mentale». De Sanctis definisce «allucinante la situazione che è emersa e che coinvolge il più grande laboratorio di fisica nucleare del mondo. Parliamo di mancanza di impermeabilizzazione, degrado, abbandono e di esperimenti condotti contra legem, perché lo stoccaggio di migliaia di tonnellate di sostanze chimiche pericolose era irregolare fin dall'inizio, visto che la prima legge in materia è del 1988». L'esponente ambientalista mette in luce anche «le carenze sull'aspetto gestionale, ad esempio sul rispetto della direttiva Seveso per la sicurezza, senza contare che dal 2011 manca il piano di emergenza per la popolazione».(d.p.)
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