Silvi, allarme per il commercio Il Comune: «Subito i ristori»

L’appello della consigliera delegata Maria Cichella: «Situazione difficile, in tanti non riapriranno» Nasce l’associazione dei negozianti per indurre a fare gli acquisti nelle attività cittadine
SILVI. Affittasi, vendesi, cedesi attività e poi ancora svendita totale. Sono i tanti cartelli che si vedono sul lungomare di Silvi e che evidenziano la crisi del settore commercio. La crisi, che già prima del Covid aveva fatto chiudere diverse attività, è diventata sempre più insostenibile.
Maria Cichella nella sua duplice veste di negoziante e di consigliere comunale incaricato al commercio conosce la gravità della situazione che la categoria vive in questo momento. «La situazione è difficile», dice, «il nostro obiettivo è quello di continuare a far vivere le attività commerciali e dare speranza per il futuro. Purtroppo molte attività hanno chiuso da tempo, quelle che sono rimaste con le saracinesche alzate stanno resistendo ma non sappiamo ancora per quando. Se non arriveranno subito dei ristori da parte del governo il prossimo passo sarà quello di capitolare e di non poter riaprire più».
La consigliera Cichella sottolinea come in questo momento difficile i negozianti si stiano aiutando a vicenda. La prova di questa grande solidarietà è la recente iniziativa posta in essere con l’associazione commercianti “Silvi Com” intitolata “Io compro a Silvi”, una sorta di circuito che ha l’obiettivo di mettere a disposizione dei cittadini dei negozi dove possono trovare prodotti locali ed acquistarli. Il fine è anche quello di combattere gli acquisti on -ine che in questo momento sono un ulteriore spettro. La consigliera Cichella conclude: «Gennaio e febbraio saranno mesi durissimi da affrontare e senza aiuto sarà complesso continuare ad investire e resistere considerando anche che le bollette non sono state sospese e per le attività più danneggiate come bar e ristoranti i ristori ancora non si vedono. L’amministrazione comunale è vicina in tutti i modi alla categoria, ma il governo deve intervenire».
Percorrendo i sei chilometri del lungomare centrale ci si imbatte con tante saracinesche abbassate. Si salvano le attività storiche e quelle a conduzione famigliare. Gli alimentari e i negozi di ortofrutta tengono di più anche per l’aumento di spese soprattutto in questo periodo natalizio. Ma c’è anche chi prova ad avere fiducia. Sono le titolari della libreria “Rio Bo” Carmela Aquilini e Mariagrazia Della Manna. Le due negozianti dicono: «Per fortuna noi resistiamo, il nostro comparto non ha subito gravi ripercussioni. La situazione a Silvi era già difficile, il Covid ha distrutto quelle dove c’erano già delle criticità, speriamo di superare tutti questo clima di incertezza che è un ulteriore causa di sofferenza». La difficile situazione in città in questo momento di pandemia è stata evidenziata anche dall’aumento di richieste di sussidi alla Caritas interparrocchiale. Lo stesso referente Don Gaston nei giorni scorsi aveva evidenziato come anche molti commercianti si siano affacciati per la prima volta a chiedere sussidi in mancanza di quelli governativi .
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