Silvi, casa sgomberata 3 giorni Il Comune chiede altre soluzioni

13 Marzo 2019

SILVI. Dopo la protesta dei residenti della palazzina popolare di Via Spezzaferro, che da domani dovranno lasciare per tre giorni le proprie abitazioni per consentire delle verifiche statiche sulla...

SILVI. Dopo la protesta dei residenti della palazzina popolare di Via Spezzaferro, che da domani dovranno lasciare per tre giorni le proprie abitazioni per consentire delle verifiche statiche sulla struttura, il Comune di Silvi ha chiesto all’Ater di risolvere il problema. A confermare l’interessamento dell’amministrazione lo stesso ufficio del sindaco Andrea Scordella, con il Comune che ha contattato l’azienda per l’edilizia residenziale pubblica con l’obiettivo di trovare soluzioni alternative al trasferimento delle famiglie a Mosciano S. Angelo, dove l’Ater ha messo a loro disposizione degli alloggi temporanei, per alleviarne i disagi.
Il Comune ha infatti scartato la possibilità di accogliere le famiglie all’interno delle proprie case popolari, non avendo disponibilità di appartamenti liberi. I lavori che dovranno essere effettuati sulla palazzina di via Spezzaferro riguardano il consolidamento dei balconi e di alcuni muri perimetrali, con le famiglie che dovranno abbandonare gli alloggi da domani fino al 16 marzo. La paura degli occupanti è che una volta usciti dalle case non vi possano più rientrare. Nel documento depositato lunedì in Comune le famiglie evidenziavano l’impossibilità di essere ospitati da parenti od amici, sottolineando come in tutti i nuclei ci fossero disabili o minori e come nessuno potesse permettersi sistemazioni alberghiere o di tipo locativo a proprio carico. Da qui la richiesta unanime di poter rientrare a dormire a casa, nonostante i lavori da effettuare durante il giorno. Un residente, preoccupato, aveva dichiarato: «In casa siamo in otto non sappiamo dove andare. Dormiamo in macchina? La richiesta ci è stata notificata giovedì scorso, e l’Ater sapeva un mese prima dei lavori da fare. Ce lo ha comunicato solo una settimana fa senza darci l’opportunità di poterci organizzare». (d.f.)
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