Silvi, il piano di rientro approvato dal consiglio

27 Giugno 2019

Per colmare il buco di due milioni sono previsti tagli alle spese per tre anni I revisori danno l’ok ma avvertono: «Si potrebbe formare ulteriore disavanzo»

SILVI. Il consiglio comunale di Silvi ieri sera ha approvato a maggioranza una delibera con la quale si definisce la copertura triennale del disavanzo di quasi due milioni – per la precisione un milione e 938mila – registrata nel rendiconto finanziario 2018. Il Comune, in sostanza, tapperà il “buco” prevedendo minori spese per tre esercizi consecutivi: 400mila euro in meno quest’anno, 800mila nel 2020 e 738mila nel 2021. L’opposizione ha tentato invano di far rinviare il punto, sostenendo di aver ricevuto in ritardo i documenti. Non è escluso che percorrerà la strada del ricorso.
Il piano di rientro, lo scorso 24 giugno, ha ricevuto il parere favorevole dei revisori dei conti dell’ente. Gli stessi revisori che a maggio avevano espresso un giudizio non favorevole sull’approvazione del rendiconto 2018, e gli stessi che dopo il consiglio comunale del 17 giugno scorso, nel quale l’amministrazione guidata dal sindaco Scordella aveva deliberato di ripianare il disavanzo in tre esercizi, ma senza individuare in modo analitico le risorse necessarie, avevano valutato impossibile esprimere un parere. Nei giorni successivi il servizio finanziario del Comune ha trasmesso ai revisori una proposta di delibera nella quale si specificava l’articolazione temporale della riduzione della spesa e si allegavano i prospetti di variazione al bilancio di previsione e altri elementi mancanti. L’organo di controllo dei conti ha così potuto esprimere parere favorevole, facendo però al consiglio tre avvertimenti dai quali si evince che la situazione finanziaria del Comune resta delicata. Il primo parla di «impossibilità, da parte di questo collegio, di valutare gli effetti finanziari sulla gestione corrente e di quella dei prossimi esercizi della copertura del disavanzo, stante la mancanza delle analisi, da parte di codesto ente, sia delle cause che hanno determinato il disavanzo, sia in merito all’identificazione di misure strutturali dirette ad evitare ogni ulteriore potenziale disavanzo che potrebbe generarsi». Il secondo avvertimento è che l’eventuale ulteriore disavanzo che si formasse nel periodo del piano di rientro «deve essere coperto non oltre la scadenza del piano». Il terzo è «sulla possibilità, non remota, circa il formarsi di ulteriore disavanzo allorquando sarà, per disposizioni legislative, applicato il metodo ordinario per il calcolo dei crediti di dubbia esigibilità, già sul rendiconto dell’esercizio 2019».(red.te-r.m.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.