Silvi, le frane proseguono Massi e detriti sulle strade

1 Febbraio 2018

Iniziati i lavori di ripristino del belvedere, ma restano gravi disagi nella viabilità Il collegamento con il borgo antico è quasi impraticabile e manca la segnaletica

SILVI. I lavori di ripristino del belvedere di Silvi sono iniziati ma la zona intorno continua a franare. La strada che conduce al borgo antico e prosegue per Atri è diventata un colabrodo. La terra delle colline continua a invadere la carreggiata nonostante non vi siano state nelle ultime settimane piogge di rilievo. I tornanti sono spesso invasi da melma e ghiaia provenienti da terreni sovrastanti. I canali dove dovrebbe scorrere l’acqua sono ostruiti. Nei pressi del cimitero, l’asfalto si è aperto pericolosamente e manca praticamente tutto: segnaletica a terra, guard rail, illuminazione, cartelli catarifrangenti. Di notte percorrere questi tratti fa paura e si rischia di finire in un dirupo. Anche le fermate dell’autobus Tua sono invase dal fango: figurarsi poi ad attendere i mezzi in caso di pioggia dato che mancano le pensiline.
Dando uno sguardo al parcheggio sottostante il belvedere dove gli operai sono al lavoro per la sua messa in sicurezza, il quadro si fa ancor più preoccupante. I massi caduti durante l’alluvione che devastò la passeggiata panoramica, sono ancora lì e nessuno li ha rimossi.
Passare con la macchina è sconsigliabile, non ci sono transenne che devino il traffico. Sulla situazione frane a Silvi Alta interviene il residente ma anche operatore turistico Marino D’Agostino titolare della “Vecchia Silvi” che afferma: «La provinciale 29 B è piena di crepe, bisogna intervenire subito con una messa in sicurezza altrimenti le frane aumenteranno e comprometteranno la viabilità: altrimenti ci ritroveremo in estate con il fango in mezzo alla carreggiata. La segnaletica poi va rimessa quasi ovunque insieme a dei cartelli turistici che indicano le caratteristiche del borgo», conclude D’Agostino, «ci sentiamo dimenticati e mi appello al commissario prefettizio e alla Provincia per un presa in carico delle necessità».
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