Silvi, morto l’avvocato Picciuto

Lutto nel foro teramano: il penalista stroncato a 50 anni da una malattia
SILVI. Diceva: «Ci vuole sempre rispetto, per tutti». L’avvocato Ernesto Picciuto se n’è andato a 50 anni, lottando fino all’ultimo contro la malattia che da qualche mese lo aveva colpito. Penalista e civilista conosciuto sia nelle aule del tribunale di Teramo sia in quelle del palazzo di giustizia di Pescara, era appassionato del suo lavoro. «Perchè», ripeteva sempre, «uno Stato di diritto è uno stato di civiltà». Preparato e scrupoloso, sempre rispettoso del ruolo altrui, aveva seguito processi per stalking, materia urbanistica, abusi d’ufficio, omicidi. Originario della Puglia, aveva iniziato da subito la sua carriera aprendo uno studio legale a Silvi dove era molto conosciuto anche se con la famiglia viveva a Città Sant’Angelo. Tra le sue vittorie nelle aule di giustizia quella, arrivata con il pronunciamento della Cassazione, contro il ministero della Salute condannato a risarcire un uomo che aveva contratto l’epatite durante una trasfusione in ospedale. La correttezza era uno dei tratti distintivi del suo essere un avvocato: lo era con i colleghi, con i magistrati, con gli assistiti. Appassionato del suo lavoro sì, ma soprattutto della sua famiglia: la moglie e i suoi due bambini. «La mia famiglia è il più grande successo della mia vita», ripeteva quando nei corridoi dei tribunale ci si incontrava durante la pausa di un processo o in attesa di qualche sentenza. E fino all’ultimo, fin quando la malattia lo ha concesso, è stato nel palazzo di giustizia. «Perchè questo lavoro va fatto sempre con passione», amava dire. Se n’è andato all’alba di domenica all’ospedale di Pescara e lunedì ha avuto l’ultimo saluto nella sua Silvi prima di essere tumulato nel cimitero di Città Sant’Angelo.(d.p.)
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