Silvi, proteste social contro il degrado

27 Dicembre 2018

I proprietari di case per le vacanze tornano durante le feste e segnalano incuria e sporcizia: «Qui non c’è futuro turistico»

SILVI . Deve essere frustrante tornare nella casa dedicata alle vacanze e vederla circondata da aree sempre più degradate. È questo il problema discusso negli ultimi giorni sui social da alcuni proprietari di seconde abitazioni rientrati a Silvi per trascorrere qui le vacanze natalizie in famiglia. Una passeggiata per le vie della zona Piomba e sulla spiaggia hanno offerto il pretesto per innescare il fuoco incrociato di accuse.
Giuseppe Di Silvestre ha pubblicato il suo sfogo su Facebook. «Abito a Milano, e qui pago Imu e Tari e passo a Silvi poco tempo, 4/5 settimane l'anno», ha scritto, «preciso che voto in Lombardia e non è il mio un attacco politico, sono stanco però di passare le mie ferie in queste condizioni. Raccogliere immondizia, tagliare erba o chiudere buche dovrebbe essere ordinaria amministrazione. Qui a Silvi manca tutto, mancano le basi». Le lamentele del cittadino proseguono: «La spiaggia è piena di sporcizia, il quartiere sud è sporco, buche da far paura e discariche abusive. Passeggiare è diventato una tristezza». Il social raccoglie altre proteste. «Volevo vendere casa, ma ogni volta i ricordi del tempo passato a Silvi e dei tanti amici che ho mi hanno fermato. Ma se questo è il futuro di questa comunità prima o poi i pochi rimasti con le seconde case a Silvi venderanno», afferma un altro cittadino, «il Comune incasserà di meno, le spese aumenteranno e finalmente Silvi sarà la periferia di Pescara. Se chi abita qui tutto l'anno non capisce queste cose, spiace dirlo ma questo borgo non ha un futuro turistico». Un residente che è ben al corrente dello stato della zona sud di Silvi aggiunge: «La zona Piomba non interessa al Comune, sono più di 10 anni che è in queste condizioni, solo promesse su promesse». Un altro proprietario che viene a Silvi solo d’estate domanda: «Ma questo nuovo sindaco cosa sta facendo? Noi abitiamo a Milano da 20 anni e ogni anno è sempre peggio». C’è anche un ottimista. «Sono un positivista e mi ostino a credere in una politica migliore che induca invece a rimanere e soprattutto ad amare questa città dalle mille risorse».
©RIPRODUZIONE RISERVATA