Silvi, ricorso al Tar contro la variante al Prg
Lo presenta Legambiente: «Ci sono violazioni procedurali e delle norme sull’assetto idrogeologico»
SILVI. Legambiente Abruzzo ha presentato ricorso al Tar contro la variante al piano regolatore di Silvi, il discusso provvedimento approvato dal consiglio comunale nello scorso mese di marzo che provocò una frattura nella maggioranza e di riflesso, poche settimane dopo, la caduta anticipata dell’amministrazione del sindaco Francesco Comignani.
«Necessità di garantire la corretta attenzione alle diverse emergenze ambientali e la tutela del suolo». Queste in sintesi, come recita una nota dell’associazione, le finalità che hanno ispirato Legambiente nel chiedere l'annullamento, previa sospensiva, della delibera di consiglio comunale numero 22 del 10.3.2017, pubblicata sull'albo pretorio in data 21.3.2017 e sul Bura, il bollettino ufficiale della Regione Abruzzo, in data 10.5.2017.
«Si tratta», specifica Legambiente, «della delibera con la quale è stata approvata la variante generale al Prg con contestuale recepimento del Ptp (piano territoriale provinciale) e variante al Prp (piano regionale paesistico), come aggiornato con deliberazione di consiglio comunale n. 78 del 12.12.2005 e n. 116 del 12.11.2010, nonché di ogni altro atto presupposto, connesso e/o consequenziale e con espressa riserva di formulare motivi aggiunti».
Tra le censure di legge evidenziate nel ricorso, ci sono aspetti di carattere procedurale, per la presunta violazione degli articoli del regolamento che regolano il funzionamento del consiglio comunale, nonché per eccesso di potere e carenza istruttoria. «Altresì», continua Legambiente, «si è evidenziata la violazione di norme di attuazione del piano stralcio di bacino per l'assetto idrogeologico (Pai), in buona sostanza la mancata trasposizione degli elementi geomorfologici che determinano pericolosità e delle relative perimetrazioni di piano sui propri strumenti regolatori generali e particolareggiati. Si è proceduto, quindi, al fine di scongiurare un pericolo di potenziale malgoverno del territorio e di garantire, nella programmazione urbanistica, la corretta attenzione alle diverse emergenze ambientali e la tutela del suolo».
Italia Nostra sta valutando con il proprio ufficio nazionale di intervenire in corso a supporto del ricorso presentato da Legambiente.(red.te)
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