Silvi, slitta la settimana corta

13 Settembre 2016

Dopo l’annuncio del Comune il dirigente scolastico frena: «Prima serve una progettazione»

SILVI. Slitta la settimana corta per le scuole di Silvi e scoppiano le polemiche. Dopo l’annuncio del Comune di cinque giorni di lezione e sabato libero, è arrivata la doccia fredda della dirigente scolastica Maristella Fortunato che in una nota ufficiale ha annunciato il rinvio dell’orario ridotto a data da destinarsi argomentando così: «Sarà necessaria una progettazione articolata per elaborare un nuovo orario scolastico da 50 minuti e, di conseguenza, anche una diversa offerta di insegnamenti disciplinari. Per non creare scompensi e disagi, soprattutto ai ragazzi, si dovrà riflettere sulla realizzazione di una settimana scolastica con lezioni anticipate e con conclusione posticipata, al fine di recuperare gli insegnamenti delle discipline che non si svolgeranno più il sabato. Qualche dubbio e difficoltà organizzativa presenta il tempo prolungato della scuola media che, con i suoi due rientri pomeridiani e la mensa, dovrà avere una differente articolazione. Per quanto premesso, l’avvio delle lezioni, in tutti gli ordini di scuola (primaria e secondaria di 1° grado), si svolgerà provvisoriamente con le modalità dei precedenti anni».

La Fortunato così prosegue nella nota: «Le lezioni si terranno, inizialmente, dal lunedì al sabato come sempre. Per evitare incomprensioni e informazioni distorte, verranno organizzati incontri con le famiglie, con il personale scolastico, con l’amministrazione comunale per illustrare e condividere quanto verrà programmato e le modalità di realizzazione della nuova organizzazione oraria». Sulla settimana corta e sulle recenti dichiarazioni da parte dell’assessore comunale al bilancio Giovanni Rocchio che aveva esultato per il risparmio prodotto dalla settimana corta, si scatena l’opposizione. Il consigliere Annapaola Mazzone dichiara: «La spesa scolastica è l'unica spesa su cui non e' possibile economizzare perché si rischia di investire sull’ ignoranza. Diventa pesante per un bambino di 6 anni (trasportato) uscire alle 7.40 da casa e rientrare alle 14. Diventa difficile anche il trasporto scolastico che si accavallerebbe a quello della scuola media. Sta di fatto che la preside con competenza e buon senso ha aperto l'anno scolastico con lo stesso orario degli altri anni».

Domenico Forcella

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