Sisma, D’Alberto contro le nuove regole per il Cas «C’è troppa burocrazia»

19 Gennaio 2019

Secondo il sindaco la bozza in discussione alla Protezione civile «rischia di aumentare l’incertezza e i disagi per gli sfollati»

TERAMO. La bozza di ordinanza, in discussione al Dipartimento della Protezione civile della presidenza del Consiglio dei ministri, sulle nuove regole per il Cas (il contributo di autonoma sistemazione per gli sfollati del terremoto) «rischia di aggravare la situazione di incertezza e disagio dei cittadini interessati». È quanto afferma il sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto che, tramite il presidente della Regione Abruzzo Giovanni Lolli e il direttore regionale della Protezione civile Antonio Iovino, ha trasmesso una serie di osservazioni «per esprimere ancora una volta la forte preoccupazione di fronte ad una ricostruzione ancora lontana dal decollare e che ogni giorno grava sempre più sulla spalle del nostro territorio». Anche questa ordinanza, sostiene il sindaco, «rischia di non cogliere appieno la drammaticità della situazione del territorio teramano nella peculiarità della condizione del cratere abruzzese».
D’Alberto ha posto l’accento sulla reale condizione nella quale si trova l’Abruzzo, che risulta essere ancor più deficitaria, in termini di pratiche evase da parte dell’Usr di Teramo, rispetto ad altre regioni del cratere sismico. Prendendo ad esempio la situazione del Comune di Teramo, nel quale i nuclei familiari interessati dal Cas continuano ad essere più di 1000 ad oltre due anni dal sisma, il sindaco palesa l’ulteriore disagio «che innegabilmente si verrebbe a ripercuotere su quella categoria di cittadini già penalizzata dagli eventi sismici con l’approvazione di tale ordinanza». Che, a giudizio di D’Alberto e degli uffici comunali, comporta «l’aggravio di adempimenti amministrativi a cui sarebbero sottoposti gli uffici preposti, i quali possono contare su un numero davvero esiguo di unità lavorative e l’assoluta impossibilità economica da parte degli Enti predisposti a poter integrare nell’immediatezza gli uffici di competenza tramite nuove assunzioni».
Il sindaco ha quindi chiesto «maggiore chiarezza nella terminologia utilizzata nella stesura di detta ordinanza, al fine di evitare fraintendimenti e ritardi poi nell’operare da parte degli enti: così come già avvenuto in passato, rischierebbe di non trovare soluzione alcuna la fattispecie di coloro che si trovano costretti a cambiare residenza ma senza alcun carattere di stabilità e che quindi ancora avrebbero, a rigor di logica, diritto al contributo. Una situazione di incertezza da subito denunciata e che oggi, a tutela dei cittadini interessati colpiti, deve necessariamente trovare una soluzione nella stesura definitiva di questa ordinanza».