Sisma, il Comune di Teramo riapre il dossier sulle scuole

24 Novembre 2016

Da rivedere i dati su tutti gli edifici, Brucchi: "Scegliamo quelli da salvare per creare i poli"

TERAMO. Il Comune aggiorna il "dossier" sulle scuole. In vista dell'incontro con le istituzioni sul futuro sviluppo urbanistico della città, che prenderà le mosse proprio dall'emergenza creata dal sisma per l'edilizia scolastica, il sindaco Maurizio Brucchi ha dato incarico agli assessori Franco Fracassa (lavori pubblici) e Francesca Lucantoni (istruzione pubblica) di rimettere mano al fascicolo in cui viene descritta la situazione di ciascuna struttura. Il terremoto ha cambiato le prospettive d'intervento sui trentuno edifici scolastici di proprietà dell'ente per i quali si rende necessario necessarie valutazioni diverse.

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«Non si tratta solo di quelle relative alla vulnerabilità sismica, che restano comunque fondamentali», fa notare il primo cittadino, «ma anche di considerare aspetti come l'adeguamento alle norme antincendio e di sicurezza in generale». L'amministrazione, insomma, vuole capire su quali edifici può contare, adeguandole con investimenti che ne garantirebbero l'utilizzabilità, e quali invece avviare ad altre destinazioni. Il punto di riferimento resta l'apertura di poli scolastici e l'analisi aiuterà a individuare le strutture che potrebbero rientrare nei progetti da avviare a stretto giro.

In ballo ci sono finanziamenti pubblici da non lasciarsi sfuggire, come i 100 milioni di euro che l'Inail è pronta a stanziare per nuove scuole. Le richieste di finanziamento andranno presentate entro gennaio, per cui è necessario accelerare i tempi. «Cambieranno anche le regole sui metodi di costruzione e andranno individuate con attenzione le aree su cui collocare le strutture evitando il consumo di territorio», osserva il sindaco, «alla luce di questi fattori, dunque, s'impone una riflessione che faremo con i rappresentanti delle istituzioni sulle scelte s che sarà chiamato a fare il consiglio comunale». A tale proposito Brucchi torna sulla questione del Masterplan e dei dieci milioni di euro che, nel piano varato dalla Regione, saranno destinati alla realizzazione della cabinovia di collegamento tra il centro e il campus universitario di Coste Sant'Agostino. «Deciderà il consiglio», conclude, «ma se la valutazione sarà negativa, quei soli dovranno restare sul territorio e andare alle scuole: è un obbligo morale». (g.d.m.)

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