Sisma, in 25mila ricevono le bollette sospese mesi fa

Nel cratere è finito il fermo della fatturazione, ora si devono pagare gli arretrati ma con riduzioni fino al 50%. “Robin Hood” assicura: «Vigileremo sui conteggi»
TERAMO. Tornano le bollette nelle case del cratere sismico. La novità interessa quasi 25mila persone e aziende in provincia di Teramo. Dal 1° maggio al 30 agosto le società di vendita di gas, telefono ed energia elettrica – per l’acqua la sospensione dura tre anni – riprendono la fatturazione ferma dal 2016. Una sospensione attuata per tutte le utenze del cratere indistintamente tranne che a Teramo, dove è stata applicata solo alle case inagibili.
«Le bollette che arriveranno saranno più leggere», informa il presidente di “Robin Hood” Pasquale Di Ferdinando, « non si pagheranno infatti i costi relativi al trasporto dell'energia e i costi generali di sistema. In termini pratici le spese di trasporto e oneri sistema influiscono sulle bollette intorno al 50-60%. Inoltre le cifre verranno rateizzate su 36 mesi. I beneficiari sono i residenti nelle zone del cratere ad eccezione di Teramo per cui si applicano solo a chi ha ricevuto un’ordinanza di sgombero e abbia adempiuto alle comunicazioni necessarie. Infatti il gas viene sospeso in automatico per una questione di sicurezza quindi la comunicazione la fa il sindaco, ma per acqua, telefono e luce deve avvisare l'utente». L'associazione consumatori annuncia che monitorerà a campione «tutte le società di vendita energetica presenti in provincia sull'applicazione della corretta fatturazione».
Nel frattempo si sono verificati dei problemi per la fatturazione a Teramo dove, come detto, c’è una normativa differente dal resto del cratere. «Sostanzialmente i problemi sono di due tipi, diametralmente opposti: alcune società applicano la sospensione a tutte le utenze, anche quelle di case integre oppure non la applicano a nessuno, nemmeno alle case sgomberate», spiega Di Ferdinando. Il presidente segnala che Edison in modo cautelativo aveva bloccato la fatturazione a tutti, questo ha creato disagio a coloro che volevano pagare. “Robin Hood” ha aperto un tavolo – in rappresentanza di 286 utenti – con la società e l'Edison ha riconosciuto a chi aveva subìto la sospensione senza lo sgombero, la rateizzazione per un anno e sei mesi pari al periodo di mancata fatturazione e un indennizzo di 150 euro. «Una trattativa con esito positivo», commenta Di Ferdinando, «Edison si è giustificata dicendo che aveva sospeso in modo cautelativo le bollette, avendo difficoltà di interpretazione della normativa. Con l’Eni, che continua a fatturare anche agli sgomberati, abbiamo invece difficoltà. Abbiamo aperto un reclamo, inviando le ordinanze di sgombero, ma società non risponde».
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