Sisma, in Abruzzo 900 cantieri aperti

26 Giugno 2021

Dall’inizio dell’anno approvati 370 decreti di contributo. Legnini: «La nostra regione sta recuperando il ritardo iniziale»

TERAMO. Tremila decreti di concessione del contributo approvati, con oltre cinquemila cantieri aperti alla fine del periodo (918 in Abruzzo). Secondo il commissario alla ricostruzione post-sisma 2016, Giovanni Legnini, «un obiettivo anche superiore alle previsioni formulate all’indomani dell’approvazione dell’ordinanza 100, che ha modificato radicalmente le procedure per l’ottenimento dei contributi».
Legnini ieri, dopo aver incontrato a Offida (Ascoli) i rappresentanti Anci delle quattro regioni colpite dal sisma, tra cui il sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto, ha diffuso i numeri della ricostruzione aggiornati a fine maggio e commentato: «Nei primi cinque mesi del 2021 la ricostruzione privata ha avuto un’ulteriore accelerazione rispetto al 2020, che aveva già registrato una forte crescita delle domande di contributo e dei decreti di concessione. Grazie all’impegno degli Uffici speciali regionali, degli uffici tecnici dei Comuni e dei professionisti incaricati dai cittadini di presentare i progetti, la ricostruzione in questo primo scorcio dell’anno procede a una velocità tripla rispetto alla media del 2020. E», ha tenuto a sottolineare Legnini, che certamente non intende nascondere ciò che non va, «comincia a scontare qualche difficoltà legata soprattutto alle dinamiche di mercato, relative ai prezzi delle materie prime, ma non solo. Problemi sui quali ho già avviato un confronto con il Governo, con l’obiettivo di individuare al più presto le possibili soluzioni, anche normative».
Secondo i dati forniti dalla struttura commissariale, a fine maggio «le domande di contributo presentate dai privati per la ricostruzione post-sisma 2016 hanno superato quota 20mila (+5% rispetto a dicembre 2020). In questo periodo è cresciuto soprattutto il numero delle istanze approvate: al 31 maggio i contributi concessi erano 9.888, quasi 3mila in più rispetto a fine dicembre dell’anno scorso (nell’intero 2020 le domande approvate sono state 2.700). A fine maggio, nelle quattro regioni del cratere 2016, erano attivi 5.065 cantieri della ricostruzione privata, mentre 4.823 erano gli interventi già conclusi, con il rientro a casa delle famiglie che abitavano gli immobili e delle imprese che vi svolgevano le loro attività».
In Abruzzo da gennaio a maggio sono arrivate 48 nuove istanze, non molte a dire il vero, ma l’incremento più elevato delle richieste di contributo accolte si registra proprio nella nostra regione, che secondo Legnini «sta recuperando il ritardo arretrato». Le istanze approvate in Abruzzo tra gennaio e maggio sono state 370, con una crescita del 68% rispetto a fine 2020. Nello stesso periodo sono terminati i lavori in 135 cantieri, con un incremento del 57%. Nel complesso le richieste presentate in Abruzzo sono 3.525, quelle approvate 918, i cantieri conclusi 373.
Dopo l’incontro di Offida, il presidente dell’Anci Abruzzo D’Alberto ha commentato: «Ora bisogna agganciare alla ricostruzione fisica quella economica e sociale con il pieno e corretto utilizzo dei fondi del Contratto di Sviluppo, che sono in via di progettazione definitiva entro luglio. Ho proposto al Governo di considerare il territorio dei comuni del cratere come un’area vasta. Altri temi di lavoro sono stati la piena stabilizzazione del personale tecnico e la necessità di proroga dello stato di emergenza per non perdere l'accelerazione conseguita».
D'Alberto ha poi insistito nella richiesta di «un ruolo strategico e non residuale dei Comuni nella governance del Piano nazionale di ripresa» e ha concluso: «Grande apprezzamento alla notizia di 500 milioni aggiuntivi per il finanziamento della ricostruzione delle oltre 300 scuole colpite dal terremoto sia ne cratere che fuori cratere».
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